martedì 3 maggio 2011

PRIMI APPUNTAMENTI DI MAGGIO

Aspettando il completo ristabilimento di Giuseppe, attivissimo e amato presidente dehli Amici del giallo di Pistoia, facciamo del nostro meglio per far fronte agli impegni presi per il mese di maggio.

Martedì 3 maggio
Libreria Edison, Pistoia, ore 21,15
"Italia in Giallo"
Susanna Daniele presenta "Gli anni della ripresa (1960-1990)"
Scerbanenco, padre del giallo moderno
Macchiavelli, Fruttero e Lucentini, Veraldi, Olivieri
Le signore del thriller italiano: Grimaldi, Di Martino, Verasani, Comastri Montanari, Pesaresi, Bucciarelli
Umberto Eco, secondo padre del giallo italiano

Venerdì 6 maggio
Biblioteca San Giorgio, Auditorium Terzani, Pistoia, ore 17,00
"Un autore di gialli nel Risorgimento"
Divier Nelli presenta "Il mio cadavere" di Francesco Mastriani (Rusconi Ed.)
Interviene Stefano Fiori

Venerdì 6 maggio
Bastione Ambrogi, Rione del Cervo Bianco, Via Sacconi 21, Pistoia, ore 21,00
Jacqueline Monica Magi presenta l'antologia
"Pistoia, Gialli e Noir Storici" (Del Bucchia Ed.)
Saranno presenti gli autori ed altri scrittori pistoiesi "emergenti"

Sabato 7 maggio
TVL ore 23,00 in replica domenica 8 maggio alle ore 18,00
Stefano Fiori e Marco Morozzi presentano
"La città nera" di Mauro Baldrati (Perdisa Pop Ed.)

Martedì 10 maggio
Bastione Ambrogi, Rione del Cervo Bianco, Via Sacconi 21, Pistoia, ore 18,00
Susanna Daniele e Stefano Fiori presentano
"Nova Tempora" di e con Oscar Montani

domenica 24 aprile 2011

ULTIMI APPUNTAMENTI DI APRILE

Trasmissioni a TVL
(messa in onda sabato ore 23,00-domenica ore 18,00)

23 / 24 aprile
"Nemesi" di Jacqueline Monica Magi

30 aprile / 1 maggio
"Il libro dell'Angelo" di Alfredo Colitto


PRESENTAZIONI

Mercoledì 27 aprile ore 18 Melbookstore Firenze
Giuseppe Previti e Mario Spezi presentano
"L'emozione delle stagioni" di Igino Canestri


Venerdì 29 Aprile 2011

In occasione del compleanno della Biblioteca Eden di Casalguidi
Ore 19.00
Presentazione del testo teatrale "Ai saggi la gloria" di Susanna Daniele a cura di Giuseppe Previti
Voci narranti Luigina Calistri e Antonio Menicacci
La storia della biblioteca Forteguerriana raccontata in forma di monologo teatrale da alcuni personaggi: da Sozomeno al cardinale Forteguerri, da Niccolò Puccini a Louisa Grace Bartolini e Giosuè Carducci per finire con Remo Cerini.



Sabato 30 aprile 2011
Biblioteca Forteguerriana, Pistoia, ore 17,00
Presentazione del testo teatrale "Ai saggi la gloria" di Susanna Daniele

(foto di Laura Tovaglia)
a cura di Giuseppe Previti e Claudio Rosati
Saranno letti alcuni brani a cura degli attori della Compagnia teatrale Progetto teatro diretta da Monica Menchi

venerdì 22 aprile 2011

Scerbanenco (II parte)


prosegue la pubblicazione dell'intervento di Sergio Calamandrei su Scerbanenco

Per chi fosse interessato al giallo degli anni 60-90, il 3 maggio alla libreria Edison di Pistoia (Via degli orafi), ore 21,15 io e Giuseppe Previti terremo una chiacchierata sugli autori più importanti di quel periodo. Non può mancare, naturalmente, Scerbanenco.


I PERSONAGGI

DUCA LAMBERTI
Personaggio molto duro e rigoroso con sé stesso.

LIVIA USSARO“La vita è un pozzo delle meraviglie, c’è dentro di tutto, stracci, brillanti, coltellate in gola, e Livia Ussaro.” VP 113
Giocatrice di scacchi
Alta, capelli neri, corti, atteggiamento spesso professorale.
“Era un po’ troppo kantiana, dietro le sue parole c’erano degli imperativi categorici…” VP 115

DOTT. CARRUA

MASCARANTI

MILANOLeggere pag. I di TT (che riporta pag. 119 TT)

Talvolta Scerbanenco coglie anche dei rari aspetti lirici in Milano: “Dopo il temporale il cielo di Milano, perché Milano ha un cielo, divenne di un azzurro più acceso del cielo del Plateau Rosa; al di la dei palazzi, dai terrazzi degli ultimi piani, si vedevano chiarissimamente le montagne dalle cime nevose”. Pag. 65 TT


UNO SCRITTORE DI ALTISSIMO LIVELLO
Scerbanenco è uno di quegli scrittori che quando si leggono viene da dire: io non ce la farò mai a raggiungere la sua potenza.

Capacità di caratterizzare moltissimo i personaggi, anche le comparse, con sole poche parole penetrandone l’animo in profondità.
Questa di saper cogliere cosa si agita nella parte più profonda delle persone, in fondo, è anche l’unica caratteristica investigativa particolare del suo personaggio Duca Lamberti.
E’ una caratteristica che a Lamberti deriva anche dall’essere stato un medico, come nota a un certo punto una delle persone da lui interrogate.

Ricordo come pagine bellissime:
- la prima apparizione di Duca Lamberti in Venere privata, e il suo colloquio iniziale col vecchio Auseri
- il colloquio iniziale di I milanesi ammazzano il sabato, con il padre della ragazza minorata rapita

Riflettendo sulle pagine di Scerbanenco che mi hanno più colpito per intensità, mi rendo conto che si tratta in entrambi i casi di pagine in cui viene descritto il rapporto tra un padre e suo figlio o sua figlia. Ricordandomi che Scerbanenco aveva perso il padre in giovanissima età, mi viene da pensare che questa coincidenza possa essere significativa.

IL LINGUAGGIO
Scerbanenco ha un linguaggio tutto suo, lontano dalle regole che vengono comunemente insegnate ai corsi di scrittura. Lì si dice che lo scrittore deve scegliere le parole esatte necessarie a esprimere un concetto o una sensazione e che, se invece di quelle ne usa altre, sbaglia. Scerbanenco, invece, usa una scrittura molto simile al parlato, che chiarisce i concetti tornando indietro e correggendosi, o per accumulazione di approssimazioni sempre più precise.

Esempi:
-correzione del primo termine usato, come nel parlato: “La porta dell’ufficio si aprì malamente, anzi con violenza, e Mascaranti entrò…” pag. 55 MAS

- lingua ridondante “domandò lui, David Skeinerberg”.. pag.10 MC9

- ripetizione, numerose volte, vedi ad es. pag. 58 MC9 “facendo brillare come sotto un riflettore, la chitarra di Prospero, come se fosse stata colpita da un riflettore.”

- come dire, “fecero piuttosto fatica a nasconderlo, come dire?, a buttarlo in quel precipizio vegetale.” MC9 pag 68

-un uso della virgola teso più a riprodurre la cadenza del parlato che a rispettare le regole grammaticali (spesso gli incisi non vengono chiusi).

Il suo rapporto con il linguaggio può forse essere spiegato da questo brano de I milanesi ammazzano il sabato (pag. 75), che potrebbe essere una replica indiretta a qualche critica fatta al suo modo di scrivere:
“Ho bisogno che da domani mi fai da autista,” disse Duca, capiva che, grammaticalmente non rispettava la giusta coniugazione dei verbi e che i dotti lo avrebbero rimproverato, ma in quel momento il suo interesse per il giudizio dei dotti era molto moderato.”
E’ formidabile nella rappresentazione in poche parole dei sentimenti non solo dei personaggi principali (che dopo di tutto è cosa di cui molti scrittori sono capaci), ma soprattutto, in pochissime parole, delle comparse.
“Alessandra Radaelli, oltre a guardare la foto, non fece niente, non arrossì, non impallidì, non si mise a piangere, non disse ah. Solo sembrò che il viso le diventasse più piccolo.” VP pag. 101
Scerbanenco è uno che scriveva tantissimo, non è andato quindi esente da qualche caduta nel livello della scrittura.
Talvolta si vede che cerca di scrivere “la bella pagina” (vedi certe descrizioni di Milano), altre volte prova a fare degli esperimenti letterari o delle esibizioni letterarie (vedi la pagina iniziale di Traditori di tutti che è un unico discorso di 28 righe cadenzato solo da virgole e mai interrotto da alcun punto, pag. 7 TT).
Nel complesso, però, le sue pagine hanno sempre una intensità tale che certi passaggi meno convincenti non si notano neppure, tanto forte è la storia che lui racconta.

LA STRUTTURA GIALLA

La trama e l’indagine

Dal punto di vista della costruzione dell’indagine, i romanzi di Lamberti sono semplicissimi. L’indagine viene condotta in un modo estremamente realistico, con un lavoro metodico di polizia, senza grandi colpi di genio. Lo schema, per certi versi, ricorda il Procedural.
“La polizia vince con l’iterazione, a furia di ripetere che due più due fa quattro, alla fine scoprite qualche cosa di più” VP 145

Non ci sono falsi colpevoli, e i colpevoli non vengono mai incastrati sulla base di contraddizioni scoperte nelle loro dichiarazioni, come in certi tipi di gialli. Addirittura, Lamberti non incontra mai il colpevole prima di arrivare al momento dello scontro finale e dell’arresto. Questo anche perché spesso i colpevoli sono grandi organizzazioni, in cui conta la “struttura” più che il singolo esecutore materiale del delitto.

La struttura del testo

C’è un sapiente uso del cliffhanger, con interruzione del capitolo nel punto appropriato, vedi pag. 16 MAS
La stessa struttura narrativa de I milanesi ammazzano il sabato, con una mega sospensione della storia, è particolarmente efficace.
Anche in Venere privata, a un certo punto c’è un montaggio non lineare della vicenda con uno strano flashback, privo di qualsiasi introduzione, in cui viene spiegato un evento precedente.
Ferocissima la costruzione della prima parte de I ragazzi del massacro con le urgenze della malattia della nipotina di Duca che si accavallano con quelle dell’indagine.

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