Si è verificato un errore nel gadget

martedì 27 novembre 2007

Programmazione trasmissioni su TVL

MESE DI DICEMBRE
PROGRAMMAZIONE TRASMISSIONI SU TVL


1 DICEMBRE – IL GIALLO NEL FUMETTO
con Pier Luigi Gaspa

8 DICEMBRE – NOVITA’ E MEMORIE IN LIBRERIA
con Graziano Braschi

15 DICEMBRE – IL CINEMA E IL GIALLO
con Maurizio Tuci

22 DICEMBRE – Vitale Mundula presenta il suo libro
“Un funerale perfetto”

29 DICEMBRE – Andrea Gamanossi presenta il suo libro
“Il quarto sigillo”

Le trasmissioni, condotte da Giuseppe Previti e Stefano Fiori, vanno in onda ogni sabato alle 23 e in replica la domenica alle 15.

giovedì 8 novembre 2007

30 ottobre2007 - Serata con Leonardo Gori, un commento di Susanna Daniele

Il 30 ottobre l’Associazione Giallo Pistoia ha avuto come ospite d’eccezione alla serata giallo-gastronomica presso l’enoteca di Via Carducci lo scrittore fiorentino Leonardo Gori che presentava il suo ultimo thriller storico “Le ossa di Dio”. Dopo una lauta cena a base di lasagne al sugo di cinta senese, spezzatino e polenta alla griglia, il tutto annaffiato da un superbo novello, con un finale pirotecnico per la serie impressionante di dolci di autoproduzione di alcune signore dell’associazione a cui va il meritato plauso di tutti, Leonardo ci ha introdotti nel suo mondo di scrittore descrivendoci la genesi del libro, lo sfondo storico, i personaggi celebri che fa rivivere nel romanzo. Suo consulente lo storico Franco Cardini, con cui collabora da tempo, e che ha avuto l’onore di essere ritratto accanto ai grandi del passato in un personaggio che, per coloro che non hanno ancora letto il libro, deve rimanere segreto.

Leonardo ha proseguito parlando a ruota libera della sua passione viscerale per il fumetto che lo ha portato a collezionare intere raccolte e rarità dall’ anteguerra fino al 1967.

Verso le 23,30, quando le domande cominciavano a fioccare Leonardo ci ha lasciato, temendo che il garage dove aveva parcheggiato chiudesse lasciandolo a piedi. Del resto, c’era da capirlo, si avvicinava il 31, giorno di Halloween, e rischiava di trovare al posto dell’auto parcheggiata una bella zucca arancione.

Pensando di far cosa gradita ai lettori del blog aggiungo le Note di Copertina a “Le ossa di Dio”.

Firenze 1504. Un'indagine di Niccolò Macchiavelli

Leonardo Da Vinci è scomparso con il suo segreto, e Niccolò Macchiavelli è sulle sue tracce. Il corso della storia è giunto a un bivio.

Livorno, aprile 1504. Il buio nelle strade è più nero, stanotte. Un' orda di scimmie gigantesche, sbarcate da una nave misteriosa, ha invaso la città seminando sangue e terrore tra la gente in fuga disperata. Gli armati non possono arrestarne la forza distruttiva, nessuno capisce da dove arrivino né chi le abbia traghettate fino a violare l'incantesimo rassicurante della notte. A Firenze Niccolò Machiavelli e Durante Rucellai s'imbattono nei cadaveri di quattro mori e di un gorilla e tutti portano i segni inconfondibili della dissezione: tagli chirurgici attraversano i corpi da cima a fondo, testimoni muti della mano di Leonardo Da Vinci, che però è sparito nel nulla. Anche sull'Arno è accaduto qualcosa di incomprensibile: un'escavatrice meccanica ha riportato alla luce una verità inaccettabile, che potrebbe mutare il destino della Cristianità. Ma il segreto è troppo pericoloso e sono in molti fra gli uomini di Stato e dì Chiesa a volersene impadronire. Cosi Machiavelli, accompagnato dalla bellissima ed enigmatica Ginevra, si avventura tra i miasmi dell'odio alla caccia del più grande genio del Cinquecento...

Leonardo Gori, in un thriller vivo e dissacrante, è riuscito a ricreare le atmosfere in bilico del Rinascimento italiano, rivivendone gli intrighi e le ambizioni che lo hanno reso snodo cruciale della Storia dell'umanità. Le ossa dì Dio restituisce i decenni travagliati nel cammino verso la Controriforma, opponendo la scienza alla religione, la passione alla morale, la verità all'oscurantismo. I celebri personaggi del romanzo, spogliati della chiave storica e simbolica nei secoli, tornano a essere uomini, assiduamente impegnati nella ricerca inarrestabile di qualcosa che è forse meglio non scoprire.

mercoledì 7 novembre 2007

PRESENTAZIONE DELL’ANTOLOGIA “DELITTI PER SPORT”

Il giorno 25 novembre alle ore 17,30 presso la libreria Giunti in Via de’Fabbri a Pistoia viene presentata l’antologia “Delitti per sport”, prefazione di Franco Ballerini, CT della nazionale ciclismo, editore Marco Del Bucchia di Viareggio.

Conduttore della serata il giornalista Cesare Sartori della redazione di Pistoia del quotidiano “La Nazione”.

Si tratta di tredici racconti gialli che hanno come sfondo il mondo dello sport.

Gli autori (in rigoroso ordine alfabetico) sono Paola Alberti, Lucia Bruni, Susanna Daniele, Giuseppe Di Bernardo, che ha firmato anche la copertina, Alberto Eva, Stefano Fiori, Bruno Ialuna, Jacqueline Monica Magi, Daniele Nepi, Riccardo Parigi, Giuseppe Previti, Emma Sangiovanni, Enrico Solito, Massimo Sozzi.

lunedì 5 novembre 2007

venerdì 2 novembre 2007

PRESAGI E CONFETTURE - Un racconto noir di Laura Vignali

RACCONTO NOIR

PRESAGI E CONFETTURE

Come ogni mercoledì, la strada sulla quale si affacciava l'antica farmacia Becherelli era animata da una folla chiassosa che sciamava, carica di borse, diretta verso le bancarelle del mercato.
Il dottor Ettore Becherelli, titolare dell'omonima farmacia, se ne stava dietro il banco, con l'aspetto appagato di chi contempla i clienti soddisfatti e, nel contempo, ascolta beato il trillo frenetico del registratore di cassa che vomita allegramente uno scontrino dopo l'altro: - Buongiorno, signora Baldini, hanno fatto effetto le gocce?-
La cliente, una signora sulla sessantina dall'aspetto emaciato e febbrile, si avvicinò al banco, guardandosi intorno con fare circospetto. Poi, assicuratasi che non ci fossero altri clienti, si avvicinò al dottore con aria complice: - Aveva ragione lei...lo specifico non fa nessun riferimento ad eventuali effetti indesiderati a carico del sistema endocrino. Ma chi ci dice – aggiunse sospettosa – che non ci siano delle controindicazioni e delle interazioni con altri farmaci di cui non si conosce ancora la pericolosità?-
- Lei deve darmi retta, cara signora, anche se va contro il mio interesse. Lei deve smetterla di prendere tutti questi farmaci. Piuttosto dovrebbe provare una delle mie conserve fatte in casa. Sfruttano i principi naturali e non contengono nient'altro che frutta. Nel suo caso, vedrei bene quella di prugne e ribes...-
Ma la Baldini non lo prese nemmeno in considerazione. Ormai era partita e non era facile spegnerla, mentre si avventurava nella descrizione dei suoi disturbi reali e immaginari.
Era tutta intenta a descrivere i sintomi del suo reflusso gastro-esofageo, quando un grosso pastore belga dal pelo nero sbucò dal retrobottega e le andò ad annusare i mocassini.
- Cuccia, Febo, cuccia!- La signora Sandra, sorella del titolare, richiamò il cane con tono materno ma perentorio.
L'animale, obbediente, andò ad accucciarsi ai piedi dello scaffale dei cosmetici, sbadigliò mostrando la lingua e i denti e rivolse i suoi grandi occhi curiosi oltre il vetro della porta, in attesa di altri clienti.
Mentre la Baldini parlava, la signora Sandra la osservava con i suoi grandi occhi neri, dello stesso colore dei capelli, che teneva raccolti dietro la nuca.
Ad un tratto le si avvicinò e le afferrò ambedue i polsi :- Mi dia la mano, la prego...-
La donna fece un balzò indietro intimorita ma non poté liberarsi da quella stretta.
- Ecco- lo sapevo...- mormorò la Sandra aguzzando gli occhi e percorrendole con l'indice laccato di rosso le linee del palmo della mano- lei deve fare attenzione, mia cara signora, perché c'è un pericolo che la minaccia... qualcuno può farle molto male, magari senza volere...non so... sento un gran freddo, ecco sì... come se un pezzo di ghiaccio le piombasse addosso all'improvviso!-
- Santo cielo, Sandra, falla finita con le tue premonizioni! Non lo vedi che la signora Baldini è un tipo emotivo ed è buona a prenderti sul serio...Non ci faccia caso, signora, mia sorella scherza sempre. E' da quando era bambina che si diverte a indovinare il futuro. Legge la mano, fa le carte, ha le percezioni extrasensoriali... Meno male che non siamo nel Medioevo, altrimenti me l'avevano già arrostita come strega!-
-Tu non mi prendi sul serio, Ettore ma fai male. Mi ascolti, signora, faccia attenzione perché sento un gran freddo!-
La Baldini era rimasta impietrita, le tremavano le labbra e aveva il viso terreo e stranito. Finalmente trovò la forza per balbettare: - Che cosa vuol dire?-
- Nulla, nulla... vuol dire che, se ha tanto freddo, sarà il caso che lei si metta la giacca e che mia sorella la faccia finita!- concluse sbrigativamente il farmacista, che incominciava visibilmente a perdere la pazienza .
-Ora sarà meglio che vada... si è fatto tardi e devo ancora finire di fare la spesa. Arrivederla, dottore...- farfugliò la Baldini uscendo frettolosamente dalla farmacia con il suo pacchetto di medicinali.
-Io se fossi in lei, starei attenta. La signora Sandra non ha mai sbagliato una previsione!- commentò Marcello, il magazziniere, che aveva seguito la scena, mentre sistemava dei pacchi di pannoloni sullo scaffale accanto alla porta.
La signora Sandra sospirò rassegnata e,come uscendo da uno stato di trance, andò ad accarezzare Febo sotto la gola .
Pochi istanti dopo, l'urlo stridulo della sirena di un'ambulanza soffocò il rumore della strada, avvicinandosi sempre di più.
Il dottor Becherelli e Marcello accorsero immediatamente sulla porta, appena in tempo per assistere al macabro spettacolo della Baldini, stesa per terra con le gambe coperte di sangue mentre l'autista del camioncino della Bofrost che l'aveva investita si portava le mani alla faccia, con un gesto di disperazione.
- Lo diceva la signora Sandra che sentiva freddo... Ci credo: quella poveraccia della Baldini è stata investita dal furgone dei surgelati!- fu il lapidario commento di Marcello, che sembrava quasi soddisfatto di aver sempre creduto nelle doti extrasensoriali della sorella del suo titolare.
- Così la signora Sandra ha colpito di nuovo!- Il dottor Gilberto Barzantini, detto Mesulid, entrò in farmacia tutto sorridente, sfoggiando un elegante completo grigio e l'inseparabile borsa da informatore scientifico.
- C'è poco da ridere! Quella povera donna è in fin di vita....– osservò da dietro il banco, la dottoressa Annalia Corsini, dipendente da oltre dieci anni della farmacia Becherelli.
Il suo sguardo, perennemente depresso, tradiva un evidente sgomento: - Oddio, la signora Sandra l'aveva avvertita e, quando una come lei dice di fare attenzione ai pericoli, non si può attraversare la strada senza guardare...-
-Ora che ci ripenso, ve lo ricordate quello che successe, l'anno scorso, al povero Biagini?-osservò Marcello.
-E chi sarebbe? - chiese Mesulid, accarezzando distrattamente Febo che osservava indifferente i passanti al di là della vetrina.
- Quella del Biagini è stata una storia decisamente raccapricciante!- e qui Marcello rabbrividì, dando al suo racconto il sapore delle antiche storie che si raccontavano a veglia, quando non c'era ancora la televisione -.
- Si figuri che il Biagini è uno che non ha paura di nessuno e che non crede in niente.
Una mattina entrò in farmacia per comprarsi le pasticche per la gola e , per caso, la signora Sandra lo incrociò sull'uscita. Fece il gesto di salutarlo ma, all'improvviso, ebbe come un sussulto. Io me lo ricordo bene, perché ero lì accanto che sistemavo i prodotti per diabetici. Lui non ci fece caso ma la signora incominciò a tremare, poi gli prese la mano sinistra e gliela lesse davanti agli altri clienti.-
Mesulid sembrava interessato : - E che gli disse?-
- Lo scongiurò di chiudersi in casa e di non uscire per tutto il giorno, perché sentiva odore di fumo e aveva tanto caldo... Il Biagini si mise a ridere e uscì prendendola in giro. La sera stessa, mentre giocava a briscola al circolino, qualcuno buttò un mozzicone di toscano nel mezzo a delle scatole e scoppiò un incendio che distrusse il locale. Il Biagini si ustionò di santa ragione e rimase sfigurato!-
-Insomma, la signora porta proprio ...sfiga!- Mesulid non fece in tempo a pronunciare l'ultima parola, che la sorella del titolare entrò in farmacia con il suo passo felpato e l'andatura elegante : - Chi è che porta sfiga?-
- Oh, nessuno, signora Sandra, si faceva così per dire...- sussurrò pallida la dottoressa Corsini, tentando di dissimulare l'inquietudine che la invadeva ogni volta che la donna girava nei paraggi. Era da quando, un afoso mattino d'estate, le aveva predetto la fuga del marito, che la giovane farmacista la guardava con reverenza mista a terrore. - Vedo un semaforo verde che darà la il via libera a qualcuno che le sta molto vicino!- aveva vaticinato la Sandra, con il piglio di un'antica Pizia. Due giorni dopo, il marito della Corsini aveva lasciato moglie e figli, per correre dietro ad una vigilessa con i capelli rossi e gli ormoni alle stelle.
Un silenzio imbarazzante calò sui presenti: la dottoressa Corsini si mise a riordinare delle ricette con insolito zelo, Marcello decise di lustrare il bancone, mentre Mesulid tornò ad accarezzare Febo sotto la gola.
La signora Sandra lanciò un'occhiata distratta oltre la vetrina. Il suo pensiero andava oltre... Chissà dove...
Ad un tratto un giovane biondo ed elegante entrò in farmacia. Il suo atteggiamento aveva qualcosa di sprezzante, che unito all'aria di chi si sente il padrone di casa, ne faceva una figura decisamente antipatica, nonostante l'avvenenza dei tratti somatici.
-Buongiorno, zia !- Il giovane si rivolse alla signora Sandra con apparente affetto ma la smorfia leggermente ironica che gli era apparsa sulle labbra, tradiva una larvata ostilità, che divenne palese, non appena apparve dal retrobottega il dottor Becherelli, inappuntabile nel suo camice immacolato.
­- Ah, Federico, finalmente ti degni di venire in farmacia! Lo sai che ore sono? -
Il giovane non si scomodò a rispondere. Allora, l'anziano farmacista si sentì in dovere di rincarare la dose: - Guarda che io non ho fatto una vita di sacrifici per permetterti di fare il vagabondo e di mancarmi di rispetto! Domandalo alla zia, quanti anni ho faticato qui dentro dalla mattina alla sera...-
- Scusami babbo, non credi che le prediche dovresti farmele in privato? - Ora il tono di Federico era fatto piuttosto seccato.
Il Barzantini, vista la mala parata, pensò bene di raccogliere da terra la sua borsa e di interrompere bruscamente le carezze all'indirizzo del cane, con grande disappunto del vecchio Febo: - Sarà meglio che ripassi in un altro momento!- E infilò prudentemente l'uscita.
Anche la dottoressa Corsini ritenne doveroso eclissarsi con una scusa mentre Marcello pensò bene di rifugiarsi tempestivamente nel magazzino.
Qualche istante dopo, scoppiò l'inevitabile temporale! Il Becherelli, paonazzo dalla rabbia, si mise ad elencare tutte le nefandezze del figlio, rinfacciandogli l'alto tenore di vita che questi poteva condurre grazie al suo lavoro Infine, pallido e con la bava alla bocca, lo minacciò di tagliargli i viveri . Fu allora che il bel Federico si lasciò sfuggire una frase infelice: - Lavora pure come un ciuco, tanto, quando sarà il momento i soldi non te li potrai portare con te!- E se ne andò sbattendo la porta con cattiveria.
Il Becherelli si appoggiò al banco, ansimando. Allora la sorella, che si era tenuta in disparte durante la lite, gli appoggiò una mano sulla spalla e, con un gesto protettivo, lo rimproverò affettuosamente: - Ettore, quando la smetterai di mettere in pericolo le tue coronarie per quello sfaccendato di tuo figlio? Scusami, ma tu lo sai che io dico le cose con una certa franchezza: quello è tutto figlio di sua madre...Che Dio l'abbia in gloria! Non mi ricordo di averla mai vista lavorare in vita sua!-
- Lasciamo perdere la mia povera moglie... E' un bene che non abbia fatto in tempo a vedere il bell'allevo che abbiamo fatto! E dire che ha avuto tutto! Se penso a quello che mi è costato di soldi e di arrabbiature per fargli prendere questa benedetta laurea in farmacia.... Ma mi sta bene, perché dovevo mandarlo a lavorare in un vivaio, così si guadagnava il pane con il sudore della fronte, invece di spendere il patrimonio di famiglia con le puttane e con i lavativi come lui!-
-Calmati, Ettore... Ti fa male arrabbiarti così! - La voce della signora Sandra si era improvvisamente incrinata e , da dolce e rassicurante di un attimo prima, si era caricata di angoscia.
Il Becherelli se ne accorse: - Che hai, Sandra? Ora non ti mettere a fare delle tragedie anche te... Tu lo sai, Federico mi fa incazzare in continuazione ma poi mi passa... Ormai, purtroppo, mi sono abituato!-
- Ettore, ti prego... fai attenzione... Sento un odore che non mi piace... Devi evitare di fare queste scene! Ti può fare dei brutti scherzi!-
-Giù, Sandrina, non ti ci mettere anche te! Ora basta. Guarda mi è passata anche l'arrabbiatura... Anzi, sai che si fa io e te? Ora, all'una in punto, si chiude la farmacia e si va a mangiare fuori, in qualche localino del centro. Poi ce ne torniamo a casa, vado in garage e ti preparo una bella confettura di mele cotogne. Alle quattro, si fa aprire all' Annalia!-
La sorella rimase muta, con i grandi occhi scuri fissi nel vuoto e la bocca contratta.
Anche quando entrò il Talini, storico cliente trapiantato di cuore, la Sandra non si mosse da quella posa statuaria e, al tempo stesso, inquietante. Non salutò nemmeno la signora Calistri che le avrebbe volentieri raccontato le peripezie della sua cistifellea o la signora Masini, che si era appena operata di cataratta e cercava un collirio che le togliesse il luccichio all'occhio.
Il Becherelli, ormai ripresosi dall'alterco violento con il figlio, sembrava aver ripreso tutto il suo consueto brio lavorativo.
Solo quando l'ultimo cliente fu uscito dalla farmacia , la Sandra si scosse e incominciò a tremare forte: - Ettore, mi devi promettere che allontanerai Federico... Mandalo all'estero! Dagli tutti i soldi che vuole ma mandalo via... Questo odore è insopportabile!-
- Sandrina, smettila, per carità! Lo sapevo io che ti veniva una crisi isterica... Vuoi che chiami il 118? Via, non mi fare stare in pensiero anche te!-
Il dottore sospirò e si tolse il camice borbottando qualcosa fra sé e sé.
Un istante dopo, mentre si lavava le mani, fece appena in tempo ad emettere un rantolo sordo e si accasciò per terra, dopo aver battuto la testa sul bordo del lavandino.
Alla signora Sandra, che si era precipitata nel bagno prima ancora che il fratello cadesse in terra, non rimase altro che chiudere il rubinetto e chiamare l'ambulanza della Misericordia.
Federico era sudato. L'operazione che stava compiendo gli provocava un certo stress, non tanto per le implicazioni etiche del gesto che si preparava a compiere, quanto per la difficoltà incontrata nel manomettere il tubo che collegava la bombola del gas al fornellino.
Si tolse il maglione e continuò a limare la gomma, nell'intento di consumarla.
L'idea era semplice: sarebbe sembrato un incidente, provocato da una distrazione del vecchio farmacista, da una vita appassionato gastronomo e alchimista.
Mentre procedeva scientificamente nella sua azione di sabotaggio, squillò il cellulare che teneva nella tasca dei pantaloni.
-Sì? Pronto? Dimmi, Marcello... Nooo! Il babbo? Quando? Come? Non è possibile... non può essere! Arrivo subito!-
Federico non aveva mai avuto una gran fiducia nella Provvidenza ma in quel momento incominciò a credere che, per una volta, qualcuno, lassù, aveva voluto dargli una mano...
La signora Sandra era molto stanca. Non era riuscita nemmeno a piangere, nonostante provasse un dolore indicibile. La sua reazione era stata troppo composta e, durante tutta la funzione funebre, dei grandi occhiali da sole avevano difeso il suo sguardo impietrito dalla curiosità dei presenti.
Soltanto quando fu sola dette libero sfogo alla sua disperazione ma non lo fece in maniera plateale. Preferì farlo nel suo stile, senza clamore e senza scenate.
Prese le chiavi della farmacia e si avviò a passo deciso verso quella che era stata l'unica vera passione di suo fratello. Entrò e accese la luce. Osservò gli scaffali ordinati e il pavimento lucido, passò in rassegna il banco e il mobile antico con i cassetti dei medicinali. Gettò uno sguardo affettuoso al registratore di cassa e carezzò con un gesto di riconciliazione il computer che non aveva mai amato. Quindi, prese una bottiglia di alcool denaturato, l'aprì e ne versò il contenuto su alcuni scatoloni di cartone. Infine si tolse di tasca l'accendino e con uno scatto nervoso appiccò il fuoco .
Fu questione di un attimo! Quando girò l'angolo, una colonna di fumo denso ammorbava già l'aria e qualcuno, nel palazzo di fronte, aveva già chiamato i vigili del fuoco.
Appena entrata in casa, la Becherelli telefonò subito a suo cugino, il celebre notaio Bertini: - Scusami Paride, se ti chiamo a quest'ora ma volevo sincerarmi che tu avessi fatto quello che ti avevo chiesto...-
- Tranquilla, Sandrina , è tutto a posto! Naturalmente hai fatto bene a disporre ogni cosa, tanto per scaramanzia...dopo quel che è successo al povero Ettore. Ora, però sarà meglio che tu ti prenda una vacanza. In farmacia ci starà Federico...Vedrai che finalmente sarà costretto a imparare il mestiere e a mettere la testa a posto!-
- Speriamo...- rispose laconicamente la signora.
Il sibilo della sirena dei pompieri la raggiunse mentre scendeva in garage. La donna entrò e avvertì immediatamente un odore sgradevole e inebriante. Lanciò un'occhiata al fornellino che il fratello usava per cuocere le sue confetture e comprese... Ma era troppo tardi e la signora Sandra fece appena in tempo a sedersi sulla vecchia sedia di vimini di quando era bambina che i suoi grandi occhi neri si chiusero in un sonno quieto e senza ritorno.
- Non ci posso proprio credere... Ci pensi, Marcello? Siamo ricchi! Mi sembra tutto un sogno e ho solo paura di svegliarmi. Finalmente potrò smettere di lavorare, accompagnare i miei bambini in piscina, assumere una baby sitter, comprarmi un terratetto in campagna e, magari, fare un bel viaggio!-
La dottoressa Corsini, appena uscita dallo studio del notaio, non sapeva se mettersi a fare capriole sulla pubblica piazza o se ingurgitare un paio di compresse di Tavor sublinguale, per contenere lo shock provocato dalla lettura del testamento della signora Becherelli, tragicamente deceduta in seguito ad un incidente domestico, a poche ore di distanza dal funerale del fratello.
-Povera signora! – osservò Marcello con gratitudine mista a rimorso - E dire che avevamo tanta paura di lei... Chi l'avrebbe detto che saremmo diventati i suoi unici eredi! Te lo immagini Federico, come sarà incazzato! A lui non ha lasciato proprio un bel nulla e la farmacia che aveva ereditato dal povero dottore è andata in fumo!-
- Oddio, detto fra noi, non gliene importava un granché...-
- Sì, ma ora dovrà lavorare per vivere!-
- Pazienza, noi l'abbiamo fatto fino ad ora... Un po' per uno non fa male a nessuno! Guarda, Marcello, che bell'articolo che gli hanno fatto su “La Nazione” e anche il necrologio è venuto proprio bene: “ Il dottor Federico Becherelli, già affranto per la recente dolorosa perdita del caro padre, annuncia costernato la subitanea dipartita della adorata zia Cassandra Becherelli, detta Sandra.”
-Ma tu lo sapevi che Sandra era un diminutivo? Mah... Cassandra... che strano nome! Chissà dove l'avevano pescato....Vieni Febo – soggiunse Marcello, incamminandosi verso la sua vecchia Panda, che aveva ormai i minuti contati – Vedrai che io e te, da qui in avanti, ce la spasseremo proprio!-
Il cane lo seguì uggiolando e andò a sedersi sul sedile posteriore con la composta dignità di un dio greco.

© 2007 - Laura Vignali

Cerca nel blog