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mercoledì 5 dicembre 2007

PROSSIMI INCONTRI PER GLI APPASSIONATI DEL GIALLO

11 DICEMBRE alle ore 21 presso l’enoteca “Da David” in Via Carducci 37 a Pistoia si terrà un incontro pubblico su SHERLOCK HOLMES con Enrico Solìto, scrittore e membro italiano della SHERLOCK HOLMES Society di Londra. Ingresso libero.

13 DICEMBRE – alle ore 17,30 presso il Conservatorio di S. Giovanni Battista in Corso Gramsci 37 a Pistoia Elena Vannucchi e Giovanni Capecchi presentano “Tutta colpa di Amalia” di Laura Vignali, che interviene per l'occasione. Ingresso libero.

16 DICEMBRE – alle ore 17,30 presso la libreria Giunti in Via De’ Fabbri a Pistoia Giuseppe Prevìti, presidente dell’Associazione Giallo Pistoia, presenta “Il basilisco” di Michele Giuttari. Sarà presente l’autore. Ingresso libero.


domenica 2 dicembre 2007

SEGNALAZIONE: Philippe Claudel

Philippe Claudel è nato nel 1962 in Lorena. Scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato J'abandonne, Bruit des trousseaux, Petites mécaniques. Con “Le anime grigie" ha vinto il Prix Renaudot 2003 ed è stato eletto miglior libro dell'anno dalla redazione di Lire. Da poco in Italia è stato tradotto il suo ultimo romanzo “La nipotina del signor Linh”

Philippe Claudel, professore di francese, ha scelto, dopo qualche anno di insegnamento nei licei, d’insegnare ai ragazzi con handicap motori, poi ai detenuti nel carcere di Nancy, infine è passato all’insegnamento universitario presso l'Università di Nancy II (Antropologia culturale e Letteratura).

Grande ammiratore di Simenon e del Giono del dopoguerra, costruisce con maestria degli universi in cui la semplicità tenta di dissimulare l'oscurità dei drammi che segnano le nostre esistenze. Fa risalire il suo desiderio di scrivere così lontano che non ne ha memoria.

Nel 2004 diventa direttore di una nuova collezione di romanzi presso la casa editrice Stock. e con “Ecrivins ?” è iniziata la scommessa di pubblicare quattro volte all’anno brani di scrittori in cui il solo vincolo è l’elemento “vino” che serve da sfondo o è semplicemente evocato.



LE ANIME GRIGIE

Prima guerra mondiale. In un paesino a pochi chilometri dal fronte, risparmiato dalla guerra grazie alla riconversione di una fabbrica che esenta gli uomini dall'obbligo militare, una bambina di dieci anni viene trovata uccisa in un canale. Un caso chiuso in fretta che viene riaperto, a distanza di quasi vent’anni, dal poliziotto che aveva indagato all’epoca e che è ancora ossessionato dall’idea di scoprire la verità. Il pretesto poliziesco e la cornice storica lasciano presto emergere il ritratto di una piccola comunità osservata quasi con l’occhio di un antropologo. E’ anche un racconto morale in quanto riflette sulla condizione umana, su come ”si uccide molto in una giornata, senza nemmeno rendersene conto, con pensieri e parole“.

Qui il Male non ha contorni definiti, ma penetra e permea l’animo di ognuno, anche delle vittime. Non esistono santi né carogne, "siamo tutti delle anime graziosamente grigie", pronte a fare del male se un dolore profondo ci uccide l'anima, capaci di mostrare un sorriso sereno e di essere morti dentro. Un romanzo che non giudica, ma neppure assolve e che assume i contorni della tragedia. L’autore traccia un mondo nel quale c'è ”morte all'opera in ogni dove“, e per farlo getta una luce, talvolta violenta, talvolta soffusa, sui suoi personaggi rivelando i tratti sublimi e quelli terribili dell'uomo.

A questo proposito sono rivelatrici le parole tratte dai pensieri di Pascal, che il procuratore Destinat (nomen omen) tiene come livre de chevet: ”L'ultimo atto è sanguinoso, per bella che sia stata la commedia e tutto il resto“.

Una parola sullo stile, talvolta forte e crudo, talvolta poetico e pieno di immagini, ma sempre efficace. La traduzione è perfetta.

Susanna Daniele

Tutta colpa di Amalia, di Laura Vignali

Il ritorno di Emma nella sua piccola città mette in azione gli ingranaggi del destino e porta un'evoluzione nelle vite di un gruppo di vecchi amici e compagni di studi. Morti misteriose e rivelazioni sconvolgenti consegneranno alla nostra protagonista, una 'ragazza' quasi cinquantenne vitale e determinata, la chiave per illuminare e comprendere il proprio passato e accogliere con serenità un più dolce futuro.
Sullo sfondo di una provincia cronica, in cui i peccati del cuore e dell'orgoglio diventano subito scandali da nascondere malamente, si muovono le storie di una generazione fotografata nel momento in cui i rimpianti possono diventare uno stimolo per cambiare la propria vita o un peso tanto grande da paralizzarla definitivamente.
Lo stile narrativo fresco e scorrevole e le capacità d'introspezione di Laura Vignali ci regalano dei personaggi in cui tutti riconosceremo un po' di noi stessi e ci offrono una descrizione realistica delle dinamiche di un piccolo centro cittadino, popolato da figure caratteristiche che lo animano e lo condizionano.
Leggendo questo avvincente giallo, non ci abbandonerà mai la sensazione di tenerezza e affettuosa comprensione per le vicende umane che l'autrice riesce a trasmettere e, anche nei momenti di intensità drammatica,verremo confortati dall'ironia e dall'umorismo che contraddistinguono la sua prosa.
Un romanzo coinvolgente dunque, da leggere tutto d'un fiato, in cui la ricerca di verità presenti si lega indissolubilmente ad un lontano passato e a una donna, colta e appassionata, che diede scandalo più di duecento prima... Eh, sì! Tutta colpa di Amalia!

M.E.B.

martedì 27 novembre 2007

Programmazione trasmissioni su TVL

MESE DI DICEMBRE
PROGRAMMAZIONE TRASMISSIONI SU TVL


1 DICEMBRE – IL GIALLO NEL FUMETTO
con Pier Luigi Gaspa

8 DICEMBRE – NOVITA’ E MEMORIE IN LIBRERIA
con Graziano Braschi

15 DICEMBRE – IL CINEMA E IL GIALLO
con Maurizio Tuci

22 DICEMBRE – Vitale Mundula presenta il suo libro
“Un funerale perfetto”

29 DICEMBRE – Andrea Gamanossi presenta il suo libro
“Il quarto sigillo”

Le trasmissioni, condotte da Giuseppe Previti e Stefano Fiori, vanno in onda ogni sabato alle 23 e in replica la domenica alle 15.

giovedì 8 novembre 2007

30 ottobre2007 - Serata con Leonardo Gori, un commento di Susanna Daniele

Il 30 ottobre l’Associazione Giallo Pistoia ha avuto come ospite d’eccezione alla serata giallo-gastronomica presso l’enoteca di Via Carducci lo scrittore fiorentino Leonardo Gori che presentava il suo ultimo thriller storico “Le ossa di Dio”. Dopo una lauta cena a base di lasagne al sugo di cinta senese, spezzatino e polenta alla griglia, il tutto annaffiato da un superbo novello, con un finale pirotecnico per la serie impressionante di dolci di autoproduzione di alcune signore dell’associazione a cui va il meritato plauso di tutti, Leonardo ci ha introdotti nel suo mondo di scrittore descrivendoci la genesi del libro, lo sfondo storico, i personaggi celebri che fa rivivere nel romanzo. Suo consulente lo storico Franco Cardini, con cui collabora da tempo, e che ha avuto l’onore di essere ritratto accanto ai grandi del passato in un personaggio che, per coloro che non hanno ancora letto il libro, deve rimanere segreto.

Leonardo ha proseguito parlando a ruota libera della sua passione viscerale per il fumetto che lo ha portato a collezionare intere raccolte e rarità dall’ anteguerra fino al 1967.

Verso le 23,30, quando le domande cominciavano a fioccare Leonardo ci ha lasciato, temendo che il garage dove aveva parcheggiato chiudesse lasciandolo a piedi. Del resto, c’era da capirlo, si avvicinava il 31, giorno di Halloween, e rischiava di trovare al posto dell’auto parcheggiata una bella zucca arancione.

Pensando di far cosa gradita ai lettori del blog aggiungo le Note di Copertina a “Le ossa di Dio”.

Firenze 1504. Un'indagine di Niccolò Macchiavelli

Leonardo Da Vinci è scomparso con il suo segreto, e Niccolò Macchiavelli è sulle sue tracce. Il corso della storia è giunto a un bivio.

Livorno, aprile 1504. Il buio nelle strade è più nero, stanotte. Un' orda di scimmie gigantesche, sbarcate da una nave misteriosa, ha invaso la città seminando sangue e terrore tra la gente in fuga disperata. Gli armati non possono arrestarne la forza distruttiva, nessuno capisce da dove arrivino né chi le abbia traghettate fino a violare l'incantesimo rassicurante della notte. A Firenze Niccolò Machiavelli e Durante Rucellai s'imbattono nei cadaveri di quattro mori e di un gorilla e tutti portano i segni inconfondibili della dissezione: tagli chirurgici attraversano i corpi da cima a fondo, testimoni muti della mano di Leonardo Da Vinci, che però è sparito nel nulla. Anche sull'Arno è accaduto qualcosa di incomprensibile: un'escavatrice meccanica ha riportato alla luce una verità inaccettabile, che potrebbe mutare il destino della Cristianità. Ma il segreto è troppo pericoloso e sono in molti fra gli uomini di Stato e dì Chiesa a volersene impadronire. Cosi Machiavelli, accompagnato dalla bellissima ed enigmatica Ginevra, si avventura tra i miasmi dell'odio alla caccia del più grande genio del Cinquecento...

Leonardo Gori, in un thriller vivo e dissacrante, è riuscito a ricreare le atmosfere in bilico del Rinascimento italiano, rivivendone gli intrighi e le ambizioni che lo hanno reso snodo cruciale della Storia dell'umanità. Le ossa dì Dio restituisce i decenni travagliati nel cammino verso la Controriforma, opponendo la scienza alla religione, la passione alla morale, la verità all'oscurantismo. I celebri personaggi del romanzo, spogliati della chiave storica e simbolica nei secoli, tornano a essere uomini, assiduamente impegnati nella ricerca inarrestabile di qualcosa che è forse meglio non scoprire.

mercoledì 7 novembre 2007

PRESENTAZIONE DELL’ANTOLOGIA “DELITTI PER SPORT”

Il giorno 25 novembre alle ore 17,30 presso la libreria Giunti in Via de’Fabbri a Pistoia viene presentata l’antologia “Delitti per sport”, prefazione di Franco Ballerini, CT della nazionale ciclismo, editore Marco Del Bucchia di Viareggio.

Conduttore della serata il giornalista Cesare Sartori della redazione di Pistoia del quotidiano “La Nazione”.

Si tratta di tredici racconti gialli che hanno come sfondo il mondo dello sport.

Gli autori (in rigoroso ordine alfabetico) sono Paola Alberti, Lucia Bruni, Susanna Daniele, Giuseppe Di Bernardo, che ha firmato anche la copertina, Alberto Eva, Stefano Fiori, Bruno Ialuna, Jacqueline Monica Magi, Daniele Nepi, Riccardo Parigi, Giuseppe Previti, Emma Sangiovanni, Enrico Solito, Massimo Sozzi.

lunedì 5 novembre 2007

venerdì 2 novembre 2007

PRESAGI E CONFETTURE - Un racconto noir di Laura Vignali

RACCONTO NOIR

PRESAGI E CONFETTURE

Come ogni mercoledì, la strada sulla quale si affacciava l'antica farmacia Becherelli era animata da una folla chiassosa che sciamava, carica di borse, diretta verso le bancarelle del mercato.
Il dottor Ettore Becherelli, titolare dell'omonima farmacia, se ne stava dietro il banco, con l'aspetto appagato di chi contempla i clienti soddisfatti e, nel contempo, ascolta beato il trillo frenetico del registratore di cassa che vomita allegramente uno scontrino dopo l'altro: - Buongiorno, signora Baldini, hanno fatto effetto le gocce?-
La cliente, una signora sulla sessantina dall'aspetto emaciato e febbrile, si avvicinò al banco, guardandosi intorno con fare circospetto. Poi, assicuratasi che non ci fossero altri clienti, si avvicinò al dottore con aria complice: - Aveva ragione lei...lo specifico non fa nessun riferimento ad eventuali effetti indesiderati a carico del sistema endocrino. Ma chi ci dice – aggiunse sospettosa – che non ci siano delle controindicazioni e delle interazioni con altri farmaci di cui non si conosce ancora la pericolosità?-
- Lei deve darmi retta, cara signora, anche se va contro il mio interesse. Lei deve smetterla di prendere tutti questi farmaci. Piuttosto dovrebbe provare una delle mie conserve fatte in casa. Sfruttano i principi naturali e non contengono nient'altro che frutta. Nel suo caso, vedrei bene quella di prugne e ribes...-
Ma la Baldini non lo prese nemmeno in considerazione. Ormai era partita e non era facile spegnerla, mentre si avventurava nella descrizione dei suoi disturbi reali e immaginari.
Era tutta intenta a descrivere i sintomi del suo reflusso gastro-esofageo, quando un grosso pastore belga dal pelo nero sbucò dal retrobottega e le andò ad annusare i mocassini.
- Cuccia, Febo, cuccia!- La signora Sandra, sorella del titolare, richiamò il cane con tono materno ma perentorio.
L'animale, obbediente, andò ad accucciarsi ai piedi dello scaffale dei cosmetici, sbadigliò mostrando la lingua e i denti e rivolse i suoi grandi occhi curiosi oltre il vetro della porta, in attesa di altri clienti.
Mentre la Baldini parlava, la signora Sandra la osservava con i suoi grandi occhi neri, dello stesso colore dei capelli, che teneva raccolti dietro la nuca.
Ad un tratto le si avvicinò e le afferrò ambedue i polsi :- Mi dia la mano, la prego...-
La donna fece un balzò indietro intimorita ma non poté liberarsi da quella stretta.
- Ecco- lo sapevo...- mormorò la Sandra aguzzando gli occhi e percorrendole con l'indice laccato di rosso le linee del palmo della mano- lei deve fare attenzione, mia cara signora, perché c'è un pericolo che la minaccia... qualcuno può farle molto male, magari senza volere...non so... sento un gran freddo, ecco sì... come se un pezzo di ghiaccio le piombasse addosso all'improvviso!-
- Santo cielo, Sandra, falla finita con le tue premonizioni! Non lo vedi che la signora Baldini è un tipo emotivo ed è buona a prenderti sul serio...Non ci faccia caso, signora, mia sorella scherza sempre. E' da quando era bambina che si diverte a indovinare il futuro. Legge la mano, fa le carte, ha le percezioni extrasensoriali... Meno male che non siamo nel Medioevo, altrimenti me l'avevano già arrostita come strega!-
-Tu non mi prendi sul serio, Ettore ma fai male. Mi ascolti, signora, faccia attenzione perché sento un gran freddo!-
La Baldini era rimasta impietrita, le tremavano le labbra e aveva il viso terreo e stranito. Finalmente trovò la forza per balbettare: - Che cosa vuol dire?-
- Nulla, nulla... vuol dire che, se ha tanto freddo, sarà il caso che lei si metta la giacca e che mia sorella la faccia finita!- concluse sbrigativamente il farmacista, che incominciava visibilmente a perdere la pazienza .
-Ora sarà meglio che vada... si è fatto tardi e devo ancora finire di fare la spesa. Arrivederla, dottore...- farfugliò la Baldini uscendo frettolosamente dalla farmacia con il suo pacchetto di medicinali.
-Io se fossi in lei, starei attenta. La signora Sandra non ha mai sbagliato una previsione!- commentò Marcello, il magazziniere, che aveva seguito la scena, mentre sistemava dei pacchi di pannoloni sullo scaffale accanto alla porta.
La signora Sandra sospirò rassegnata e,come uscendo da uno stato di trance, andò ad accarezzare Febo sotto la gola .
Pochi istanti dopo, l'urlo stridulo della sirena di un'ambulanza soffocò il rumore della strada, avvicinandosi sempre di più.
Il dottor Becherelli e Marcello accorsero immediatamente sulla porta, appena in tempo per assistere al macabro spettacolo della Baldini, stesa per terra con le gambe coperte di sangue mentre l'autista del camioncino della Bofrost che l'aveva investita si portava le mani alla faccia, con un gesto di disperazione.
- Lo diceva la signora Sandra che sentiva freddo... Ci credo: quella poveraccia della Baldini è stata investita dal furgone dei surgelati!- fu il lapidario commento di Marcello, che sembrava quasi soddisfatto di aver sempre creduto nelle doti extrasensoriali della sorella del suo titolare.
- Così la signora Sandra ha colpito di nuovo!- Il dottor Gilberto Barzantini, detto Mesulid, entrò in farmacia tutto sorridente, sfoggiando un elegante completo grigio e l'inseparabile borsa da informatore scientifico.
- C'è poco da ridere! Quella povera donna è in fin di vita....– osservò da dietro il banco, la dottoressa Annalia Corsini, dipendente da oltre dieci anni della farmacia Becherelli.
Il suo sguardo, perennemente depresso, tradiva un evidente sgomento: - Oddio, la signora Sandra l'aveva avvertita e, quando una come lei dice di fare attenzione ai pericoli, non si può attraversare la strada senza guardare...-
-Ora che ci ripenso, ve lo ricordate quello che successe, l'anno scorso, al povero Biagini?-osservò Marcello.
-E chi sarebbe? - chiese Mesulid, accarezzando distrattamente Febo che osservava indifferente i passanti al di là della vetrina.
- Quella del Biagini è stata una storia decisamente raccapricciante!- e qui Marcello rabbrividì, dando al suo racconto il sapore delle antiche storie che si raccontavano a veglia, quando non c'era ancora la televisione -.
- Si figuri che il Biagini è uno che non ha paura di nessuno e che non crede in niente.
Una mattina entrò in farmacia per comprarsi le pasticche per la gola e , per caso, la signora Sandra lo incrociò sull'uscita. Fece il gesto di salutarlo ma, all'improvviso, ebbe come un sussulto. Io me lo ricordo bene, perché ero lì accanto che sistemavo i prodotti per diabetici. Lui non ci fece caso ma la signora incominciò a tremare, poi gli prese la mano sinistra e gliela lesse davanti agli altri clienti.-
Mesulid sembrava interessato : - E che gli disse?-
- Lo scongiurò di chiudersi in casa e di non uscire per tutto il giorno, perché sentiva odore di fumo e aveva tanto caldo... Il Biagini si mise a ridere e uscì prendendola in giro. La sera stessa, mentre giocava a briscola al circolino, qualcuno buttò un mozzicone di toscano nel mezzo a delle scatole e scoppiò un incendio che distrusse il locale. Il Biagini si ustionò di santa ragione e rimase sfigurato!-
-Insomma, la signora porta proprio ...sfiga!- Mesulid non fece in tempo a pronunciare l'ultima parola, che la sorella del titolare entrò in farmacia con il suo passo felpato e l'andatura elegante : - Chi è che porta sfiga?-
- Oh, nessuno, signora Sandra, si faceva così per dire...- sussurrò pallida la dottoressa Corsini, tentando di dissimulare l'inquietudine che la invadeva ogni volta che la donna girava nei paraggi. Era da quando, un afoso mattino d'estate, le aveva predetto la fuga del marito, che la giovane farmacista la guardava con reverenza mista a terrore. - Vedo un semaforo verde che darà la il via libera a qualcuno che le sta molto vicino!- aveva vaticinato la Sandra, con il piglio di un'antica Pizia. Due giorni dopo, il marito della Corsini aveva lasciato moglie e figli, per correre dietro ad una vigilessa con i capelli rossi e gli ormoni alle stelle.
Un silenzio imbarazzante calò sui presenti: la dottoressa Corsini si mise a riordinare delle ricette con insolito zelo, Marcello decise di lustrare il bancone, mentre Mesulid tornò ad accarezzare Febo sotto la gola.
La signora Sandra lanciò un'occhiata distratta oltre la vetrina. Il suo pensiero andava oltre... Chissà dove...
Ad un tratto un giovane biondo ed elegante entrò in farmacia. Il suo atteggiamento aveva qualcosa di sprezzante, che unito all'aria di chi si sente il padrone di casa, ne faceva una figura decisamente antipatica, nonostante l'avvenenza dei tratti somatici.
-Buongiorno, zia !- Il giovane si rivolse alla signora Sandra con apparente affetto ma la smorfia leggermente ironica che gli era apparsa sulle labbra, tradiva una larvata ostilità, che divenne palese, non appena apparve dal retrobottega il dottor Becherelli, inappuntabile nel suo camice immacolato.
­- Ah, Federico, finalmente ti degni di venire in farmacia! Lo sai che ore sono? -
Il giovane non si scomodò a rispondere. Allora, l'anziano farmacista si sentì in dovere di rincarare la dose: - Guarda che io non ho fatto una vita di sacrifici per permetterti di fare il vagabondo e di mancarmi di rispetto! Domandalo alla zia, quanti anni ho faticato qui dentro dalla mattina alla sera...-
- Scusami babbo, non credi che le prediche dovresti farmele in privato? - Ora il tono di Federico era fatto piuttosto seccato.
Il Barzantini, vista la mala parata, pensò bene di raccogliere da terra la sua borsa e di interrompere bruscamente le carezze all'indirizzo del cane, con grande disappunto del vecchio Febo: - Sarà meglio che ripassi in un altro momento!- E infilò prudentemente l'uscita.
Anche la dottoressa Corsini ritenne doveroso eclissarsi con una scusa mentre Marcello pensò bene di rifugiarsi tempestivamente nel magazzino.
Qualche istante dopo, scoppiò l'inevitabile temporale! Il Becherelli, paonazzo dalla rabbia, si mise ad elencare tutte le nefandezze del figlio, rinfacciandogli l'alto tenore di vita che questi poteva condurre grazie al suo lavoro Infine, pallido e con la bava alla bocca, lo minacciò di tagliargli i viveri . Fu allora che il bel Federico si lasciò sfuggire una frase infelice: - Lavora pure come un ciuco, tanto, quando sarà il momento i soldi non te li potrai portare con te!- E se ne andò sbattendo la porta con cattiveria.
Il Becherelli si appoggiò al banco, ansimando. Allora la sorella, che si era tenuta in disparte durante la lite, gli appoggiò una mano sulla spalla e, con un gesto protettivo, lo rimproverò affettuosamente: - Ettore, quando la smetterai di mettere in pericolo le tue coronarie per quello sfaccendato di tuo figlio? Scusami, ma tu lo sai che io dico le cose con una certa franchezza: quello è tutto figlio di sua madre...Che Dio l'abbia in gloria! Non mi ricordo di averla mai vista lavorare in vita sua!-
- Lasciamo perdere la mia povera moglie... E' un bene che non abbia fatto in tempo a vedere il bell'allevo che abbiamo fatto! E dire che ha avuto tutto! Se penso a quello che mi è costato di soldi e di arrabbiature per fargli prendere questa benedetta laurea in farmacia.... Ma mi sta bene, perché dovevo mandarlo a lavorare in un vivaio, così si guadagnava il pane con il sudore della fronte, invece di spendere il patrimonio di famiglia con le puttane e con i lavativi come lui!-
-Calmati, Ettore... Ti fa male arrabbiarti così! - La voce della signora Sandra si era improvvisamente incrinata e , da dolce e rassicurante di un attimo prima, si era caricata di angoscia.
Il Becherelli se ne accorse: - Che hai, Sandra? Ora non ti mettere a fare delle tragedie anche te... Tu lo sai, Federico mi fa incazzare in continuazione ma poi mi passa... Ormai, purtroppo, mi sono abituato!-
- Ettore, ti prego... fai attenzione... Sento un odore che non mi piace... Devi evitare di fare queste scene! Ti può fare dei brutti scherzi!-
-Giù, Sandrina, non ti ci mettere anche te! Ora basta. Guarda mi è passata anche l'arrabbiatura... Anzi, sai che si fa io e te? Ora, all'una in punto, si chiude la farmacia e si va a mangiare fuori, in qualche localino del centro. Poi ce ne torniamo a casa, vado in garage e ti preparo una bella confettura di mele cotogne. Alle quattro, si fa aprire all' Annalia!-
La sorella rimase muta, con i grandi occhi scuri fissi nel vuoto e la bocca contratta.
Anche quando entrò il Talini, storico cliente trapiantato di cuore, la Sandra non si mosse da quella posa statuaria e, al tempo stesso, inquietante. Non salutò nemmeno la signora Calistri che le avrebbe volentieri raccontato le peripezie della sua cistifellea o la signora Masini, che si era appena operata di cataratta e cercava un collirio che le togliesse il luccichio all'occhio.
Il Becherelli, ormai ripresosi dall'alterco violento con il figlio, sembrava aver ripreso tutto il suo consueto brio lavorativo.
Solo quando l'ultimo cliente fu uscito dalla farmacia , la Sandra si scosse e incominciò a tremare forte: - Ettore, mi devi promettere che allontanerai Federico... Mandalo all'estero! Dagli tutti i soldi che vuole ma mandalo via... Questo odore è insopportabile!-
- Sandrina, smettila, per carità! Lo sapevo io che ti veniva una crisi isterica... Vuoi che chiami il 118? Via, non mi fare stare in pensiero anche te!-
Il dottore sospirò e si tolse il camice borbottando qualcosa fra sé e sé.
Un istante dopo, mentre si lavava le mani, fece appena in tempo ad emettere un rantolo sordo e si accasciò per terra, dopo aver battuto la testa sul bordo del lavandino.
Alla signora Sandra, che si era precipitata nel bagno prima ancora che il fratello cadesse in terra, non rimase altro che chiudere il rubinetto e chiamare l'ambulanza della Misericordia.
Federico era sudato. L'operazione che stava compiendo gli provocava un certo stress, non tanto per le implicazioni etiche del gesto che si preparava a compiere, quanto per la difficoltà incontrata nel manomettere il tubo che collegava la bombola del gas al fornellino.
Si tolse il maglione e continuò a limare la gomma, nell'intento di consumarla.
L'idea era semplice: sarebbe sembrato un incidente, provocato da una distrazione del vecchio farmacista, da una vita appassionato gastronomo e alchimista.
Mentre procedeva scientificamente nella sua azione di sabotaggio, squillò il cellulare che teneva nella tasca dei pantaloni.
-Sì? Pronto? Dimmi, Marcello... Nooo! Il babbo? Quando? Come? Non è possibile... non può essere! Arrivo subito!-
Federico non aveva mai avuto una gran fiducia nella Provvidenza ma in quel momento incominciò a credere che, per una volta, qualcuno, lassù, aveva voluto dargli una mano...
La signora Sandra era molto stanca. Non era riuscita nemmeno a piangere, nonostante provasse un dolore indicibile. La sua reazione era stata troppo composta e, durante tutta la funzione funebre, dei grandi occhiali da sole avevano difeso il suo sguardo impietrito dalla curiosità dei presenti.
Soltanto quando fu sola dette libero sfogo alla sua disperazione ma non lo fece in maniera plateale. Preferì farlo nel suo stile, senza clamore e senza scenate.
Prese le chiavi della farmacia e si avviò a passo deciso verso quella che era stata l'unica vera passione di suo fratello. Entrò e accese la luce. Osservò gli scaffali ordinati e il pavimento lucido, passò in rassegna il banco e il mobile antico con i cassetti dei medicinali. Gettò uno sguardo affettuoso al registratore di cassa e carezzò con un gesto di riconciliazione il computer che non aveva mai amato. Quindi, prese una bottiglia di alcool denaturato, l'aprì e ne versò il contenuto su alcuni scatoloni di cartone. Infine si tolse di tasca l'accendino e con uno scatto nervoso appiccò il fuoco .
Fu questione di un attimo! Quando girò l'angolo, una colonna di fumo denso ammorbava già l'aria e qualcuno, nel palazzo di fronte, aveva già chiamato i vigili del fuoco.
Appena entrata in casa, la Becherelli telefonò subito a suo cugino, il celebre notaio Bertini: - Scusami Paride, se ti chiamo a quest'ora ma volevo sincerarmi che tu avessi fatto quello che ti avevo chiesto...-
- Tranquilla, Sandrina , è tutto a posto! Naturalmente hai fatto bene a disporre ogni cosa, tanto per scaramanzia...dopo quel che è successo al povero Ettore. Ora, però sarà meglio che tu ti prenda una vacanza. In farmacia ci starà Federico...Vedrai che finalmente sarà costretto a imparare il mestiere e a mettere la testa a posto!-
- Speriamo...- rispose laconicamente la signora.
Il sibilo della sirena dei pompieri la raggiunse mentre scendeva in garage. La donna entrò e avvertì immediatamente un odore sgradevole e inebriante. Lanciò un'occhiata al fornellino che il fratello usava per cuocere le sue confetture e comprese... Ma era troppo tardi e la signora Sandra fece appena in tempo a sedersi sulla vecchia sedia di vimini di quando era bambina che i suoi grandi occhi neri si chiusero in un sonno quieto e senza ritorno.
- Non ci posso proprio credere... Ci pensi, Marcello? Siamo ricchi! Mi sembra tutto un sogno e ho solo paura di svegliarmi. Finalmente potrò smettere di lavorare, accompagnare i miei bambini in piscina, assumere una baby sitter, comprarmi un terratetto in campagna e, magari, fare un bel viaggio!-
La dottoressa Corsini, appena uscita dallo studio del notaio, non sapeva se mettersi a fare capriole sulla pubblica piazza o se ingurgitare un paio di compresse di Tavor sublinguale, per contenere lo shock provocato dalla lettura del testamento della signora Becherelli, tragicamente deceduta in seguito ad un incidente domestico, a poche ore di distanza dal funerale del fratello.
-Povera signora! – osservò Marcello con gratitudine mista a rimorso - E dire che avevamo tanta paura di lei... Chi l'avrebbe detto che saremmo diventati i suoi unici eredi! Te lo immagini Federico, come sarà incazzato! A lui non ha lasciato proprio un bel nulla e la farmacia che aveva ereditato dal povero dottore è andata in fumo!-
- Oddio, detto fra noi, non gliene importava un granché...-
- Sì, ma ora dovrà lavorare per vivere!-
- Pazienza, noi l'abbiamo fatto fino ad ora... Un po' per uno non fa male a nessuno! Guarda, Marcello, che bell'articolo che gli hanno fatto su “La Nazione” e anche il necrologio è venuto proprio bene: “ Il dottor Federico Becherelli, già affranto per la recente dolorosa perdita del caro padre, annuncia costernato la subitanea dipartita della adorata zia Cassandra Becherelli, detta Sandra.”
-Ma tu lo sapevi che Sandra era un diminutivo? Mah... Cassandra... che strano nome! Chissà dove l'avevano pescato....Vieni Febo – soggiunse Marcello, incamminandosi verso la sua vecchia Panda, che aveva ormai i minuti contati – Vedrai che io e te, da qui in avanti, ce la spasseremo proprio!-
Il cane lo seguì uggiolando e andò a sedersi sul sedile posteriore con la composta dignità di un dio greco.

© 2007 - Laura Vignali

mercoledì 31 ottobre 2007

PROGRAMMAZIONE TRASMISSIONI A TVL PER I MESI DI NOVEMBRE E DICEMBRE

17 NOVEMBRE – Enrico Solito e gli sherlokiani…di ferro
24 NOVEMBRE – Giacomo Aloigi presenta il suo ultimo libro “Sabbia in bocca”
8 DICEMBRE – Pierluigi Gaspa e il fumetto
15 DICEMBRE – Graziano Braschi parla dei giallisti toscani
22 DICEMBRE – Il cinema in giallo. Conversazione con Maurizio Tuci
29 DICEMBRE – Vitale Mundula presenta il suo libro “Un funerale perefetto”

Il programma sarà trasmesso il sabato verso le 23 con replica la domenica alle ore 14,30.

venerdì 26 ottobre 2007

LE OSSA DI DIO DI LEONARDO GORI

Primo graditissimo ospite per le serate organizzate dagli Amici del Giallo-Pistoia è Leonardo Gori, di cui presenteremo Le Ossa di Dio, un thriller uscito lo scorso settembre, salutato da un grande successo, tant'è che ne già uscita la seconda edizione.

Il quadro nel quale si svolge questo romanzo storico è la Firenze del 1504, quando Niccolò Machiavelli, primo segretario della Repubblica, si trova ad indagare su un misterioso intrigo che vede coinvolto Leonardo da Vinci, autore di una clamorosa scoperta che potrebbemutare il corso della Cristianità.

E così possiamo incontrare, seguendo una vicenda sempre più intricata, personaggi celebri a bizzeffe, capitani, ecclesiastici, belle donne, spie, tutto nel tempo del tardo rinascimento, un periodo certo ricco di elementi contrastanti, che pone a confronto scienza e religione, passione e morale, verità e oscurantismo.

Leonardo Gori ci immerge nella Firenze dell'epoca con un'abilità e una passione che avvincono sempre più il lettore. Anche perché si parla di tempi lontani ma molto meno di quanto si possa immaginare....

GIUSEPPE PREVITI

giovedì 25 ottobre 2007

AA.VV., Un mare di delitti Racconti di suspence e di paura, Grosseto, Laurum, 2007

Acqua come elemento primordiale, non origine di vita ma di morte.
Isole deserte e misteriosi mondi sottomarini, mari solcati da antichi galeoni, da navi da crociera, da graziose barche a vela, segreti di morte e cupi enigmi custoditi e nascosti sopra e sotto le acque.
E’ questo il leit-motiv, il filo “blu” che lega i quindici racconti dell’antologia “Un mare di delitti” con prefazione di Franco Valleri . Una particolarità del volume è quella di riunire racconti di scrittori del passato come Carlo Scarfoglio (figlio d Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao) e dell’americano Francis Marion Crawford a quelli di scrittori noti e meno noti nel panorama giallistico italiano contemporaneo, toscano e non.
Ce n’è per tutti i gusti. Ci sono racconti di fantasmi in salsa horror (“La cuccetta superiore” del già citato Crawford, “Le voci dell’oceano” di Paola Alberti, “L’isola non trovata” di Gianfranco Nerozzi), polizieschi di impianto classico fra cui “Contrabbandieri” di Patrizia Pesaresi, “Libecciata” di Enrico Solìto, “La crociera” di Graziano Braschi, “Lezioni di ballo” di Roberto Santini e “Il Castello di Donnafugata” di Irene Blundo.
Altri autori hanno dato un’interpretazione dell’elemento liquido esoterica e fantastica. Fra questi Douglas Preston e Mario Spezi con “L’undicesima piaga”, Nino Filastò con il suo “Delfini” e Roberta Lepri con “Verso il mare degli dei”. Non poteva mancare in questa raccolta l’elemento noir, rappresentato da Daniele Nepi in “Mar Bianco”, Leonardo Gori con “Mareggiata”, Claudia Salvatori in “Le due anime dell’acqua” e Carlo Scarfoglio con “Il pesce mi guarda”.
La copertina e i disegni che introducono ogni racconto, anch’essi variazioni sul tema marino, sono di Paolo Funghi.

Susanna Daniele

sabato 20 ottobre 2007

ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE GIALLO PISTOIA

PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE GIALLO PISTOIA

30 OTTOBRE – SERATA GIALLO-GASTRONOMICA “NOVELLO ROSSO SANGUE” CON LO SCRITTORE LEONARDO GORI CHE PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO “LE OSSA DI DIO”
26 NOVEMBRE – SERATA DEDICATA A HITCHCOCK CON UN ESPERTO DI CINEMATOGRAFIA
11 DICEMBRE - STASERA SI PARLA DI SHERLOCK HOLMES CO ENRICO SOLITO
28 GENNAIO - SERATA DEDICATA A “IL CINEMA IN GIALLO”
25 FEBBRAIO - STASERA SI PARLA DI…UNO SCRITTORE STRANIERO
24 MARZO - SERATA GIALLO-GASTRONOMICA “UN UOVO A SORPRESA” CON UN ESPERTO DI FUMETTI
28APRILE - STASERA SI PARLA DI…UNO SCRITTORE ITALIANO
26 MAGGIO - SERATA DEDICATA A “IL GIALLO IN TV”

Tutti gli incontri dell’Associazione si tengono alle ore 21 presso l’enoteca “David” in Via Carducci 37 a Pistoia

Patrizia Rinaldi, Napoli – Pozzuoli Uscita 14, Palermo, Flaccovio, 2007

Si tratta di un poliziesco “classico” ambientato nella realtà malavitosa di Napoli e Pozzuoli.
La storia si apre con l’omicidio a un posto di blocco della polizia di una ragazza definita un po’ “strana”, con problemi comportamentali. Tutto fa pensare al gesto isterico di un poliziotto che poco dopo si dà alla fuga. Naturalmente dietro si scoprirà esserci ben altro.
A far luce sull’omicidio viene trasferito da Napoli a Pozzuoli il commissario Martusciello, un misto fra Maigret e il tenente Colombo, un po’ pingue, vestito come capita, che parla sempre il dialetto anche sul lavoro e si trascina con passo indolente per le vie di Napoli inseguendo idee e supposizioni. E’ un vero poliziotto di strada, che conosce perfettamente il lato oscuro del suo mestiere. Cerca il colpevole, senza porsi troppo interrogativi. La parte del “filosofo” spetta al suo collaboratore, l’ispettore Liguori, esattamente all’opposto: alto, magro, raffinato, sciupafemmine, ma senza troppa convinzione. E’ più interessato all’esplorazione dell’animo umano e alla ricerca delle ragioni del male che all’esito dell’indagine.
Personaggi interessanti a cui però manca una definizione a tutto tondo che li faccia sentire “veri”; rimangono sempre un po’ personaggi “di carta”.
Intorno a loro una piccola folla di personaggi che parlano un dialetto napoletano appena un po’ italianizzato: dall’agente Carità il cui unico compito sembra sia quello di preparare caffè in ogni momento, all’improbabile signorina Capece, figura della zitella petulante ma utile per le indagini.
I dialoghi sono serrati e spiritosi, l’uso della lingua unita al dialetto è sapiente.
La soluzione del giallo è in parte anticipata e la spiegazione finale dell’enigma lascia il lettore pignolo un po’ inappagato.

Susanna Daniele

mercoledì 17 ottobre 2007

La briscola in cinque - segnalazione di Susanna Daniele

Segnalazione

La briscola in cinque, di Marco Malvali, casa editrice Sellerio (quella di Camilleri e Carofiglio, mica dei romanzetti da adolescenti in crisi di crescita). L’autore è un giovane ricercatore di Biofisica, pisano, alla sua prima fatica letteraria.


Trama


Un ragazzo “briao”, reduce da una notte in discoteca in cui si è riempito di alcool e di rumore, vede sporgere da un cassonetto dell'immondizia il cadavere di una ragazza. Siamo in un paese della costa pisana, si immagina, "diventata località balneare di moda a tutti gli effetti”. L'omicidio ha l'ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso. I sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Sul fattaccio cominciano a chiacchierare, un po’ per amor di maldicenza e un po’ per ammazzare il tempo, i quattro vecchietti del BarLume e il barrista (rigorosamente con due erre), Massimo, il gruppo della briscola in cinque, appunto.


Massimo si improvvisa investigatore per amore della curiosità di capire “come stanno le cose”. I pensionati che fanno da sfondo sonoro all'indagine, la discutono, la commentano, passandola per un comico setaccio di boutade alla toscana.


La trama è scorrevole anche se non particolarmente originale, ma tant’è, si legge davvero bene. Il valore aggiunto del romanzo è il ritratto della vita della provincia toscana, dai modi spicci e dallo spirito pungente, sarcastico fino alla durezza. L’autore riesce a dare uno spessore ai personaggi attraverso l’uso del vernacolo pisano. I dialoghi dei pensionati e del protagonista sono veloci, briosi, divertenti.


Il libro ha il tocco leggero nel descrivere personaggi e situazioni, senza indulgere nel compiacimento morboso. I personaggi, anche i minori, facendoceli sentire veri e vicini. L’unica figura un po’ troppo macchiettistica e sbozzata grossolanamente è quella del poliziotto che indaga.


Susanna Daniele

sabato 13 ottobre 2007

Attività dell' Associazione Giallo Pistoia

PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE GIALLO PISTOIA

30 OTTOBRE: SERATA GIALLO-GASTRONOMICA “NOVELLO ROSSO SANGUE” CON LO SCRITTORE LEONARDO GORI CHE PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO “LE OSSA DI DIO”

26 NOVEMBRE: SERATA DEDICATA A HITCHCOCK CON UN ESPERTO DI CINEMATOGRAFIA

11 DICEMBRE: STASERA SI PARLA DI SHERLOCK HOLMES

28 GENNAIO: SERATA DEDICATA A “IL CINEMA IN GIALLO”

25 FEBBRAIO: STASERA SI PARLA DI… UNO SCRITTORE STRANIERO

24 MARZO: SERATA GIALLO-GASTRONOMICA “UN UOVO A SORPRESA” CON UN ESPERTO DI FUMETTI

28 APRILE: STASERA SI PARLA DI…UNO SCRITTORE ITALIANO

26 MAGGIO: SERATA DEDICATA A “IL GIALLO IN TV”

Tutti gli incontri dell’Associazione si tengono alle ore 21 presso l’enoteca “David” in Via Carducci 32 a Pistoia

giovedì 11 ottobre 2007

Intervista a Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini

INTERVISTA A LORIANO MACCHIAVELLI E FRANCESCO GUCCINI IN OCCASIONE DELLA PREMIAZIONE DEL LORO LIBRO “TANGO E GLI ALTRI” AL FESTIVAL SERRAVALLE NOIR

30/6/2007


“Tango e gli altri”, la vostra ultima fatica letteraria, è anche la quarta collaborazione. Come e quando è nato il vostro sodalizio letterario?

M: E’ iniziata dieci anni fa. Ci eravamo incontrati alla presentazione del mio libro “Coscienza sporca” e Guccini mi parlò di un fatto di sangue accaduto tanti anni prima a Pavana, il suo paese. Si trattava della morte misteriosa di un pievano. Ci sentì Franchini, editor della Mondatori, che buttò là l’idea che lo scrivessimo insieme. Da quella collaborazione nacque nel ’97 il primo libro insieme, “Macaronì”.

Avete un sistema per spartirvi gli oneri della documentazione storica e l’operazione di scrittura del testo oppure lo stabilite di volta in volta?

G: Elaboriamo insieme la struttura del romanzo e il finale, poi ci dividiamo i capitoli. Dopo l’ultima stesura ci rivediamo per il “montaggio” delle varie parti e per una rilettura generale in modo da dare unitarietà al romanzo. Quest’ultimo lavoro ci richiede molto tempo.

Il protagonista-inquirente, il maresciallo Santovito, è un personaggio reale, una creatura letteraria o entrambe le cose?

M: Nel primo romanzo, Macaronì, ci doveva essere necessariamente un maresciallo dei Carabinieri. Alla fine della storia ci siamo accorti che era diventato un nostro personaggio. E’ una creatura letteraria, ma per descriverlo ho intervistato vecchi marescialli di paese. Volevo sapere come erano le divise negli anni 40, come vivevano, cosa mangiavano. La loro testimonianza è stata preziosa.

Le descrizioni dei luoghi sono estremamente precise e circostanziate. Ho letto che il paese dove l’avete ambientato è il frutto dell’unione delle caratteristiche di due paesi reali? Perché questa scelta?

M: Volevamo descrivere i nostri paesi, Pavana e Vergato, seguendo il punto di vista di ognuno di noi. Sì, il paese descritto è immaginario ma ricavato da una mescolanza della sua Pavana e dalla mia Vergato.

Quanta parte di storia c’è nelle vicende raccontate nel romanzo?

M: Le vicende raccontate e i personaggi sono tutti immaginari, la storia con la S maiuscola della guerra partigiana è sullo sfondo.

Da che cosa è scaturita la scelta di affrontare un periodo storico così tormentato come quello della resistenza? Come vi siete posti, letterariamente parlando, di fronte al lato oscuro della resistenza in un’epoca in cui si oscilla fra il revisionismo e il giustificazionismo storico?

G: Abbiamo deciso di provare a dire qualcosa di nostro su questo periodo tormentato della storia italiana che fosse coerente con le idee di entrambi. E’ giusto vedere quei fatti con una coscienza critica, ma senza dimenticare che è stato un fenomeno importante, perché l’Italia attuale è nata dalla Resistenza, non dimentichiamocelo.

M: Volevamo fare qualcosa di diverso: raccontare una storia della resistenza con tutti i suoi drammi e i suoi momenti oscuri attraverso la trama di un romanzo giallo che di per sé avvince. Sia io che Guccini eravamo bambini a quel tempo ma lo ricordiamo benissimo, ne abbiamo respirato l’aria.

Pensate di continuare a raccontare le storie ambientate sulla montagna fra l’Emilia e la Toscana sullo sfondo di altri eventi storici?

M: E’ impossibile, perché il maresciallo Santovito o è morto o è troppo vecchio. Dobbiamo pensare a qualche altra cosa.

Quindi avete qualche progetto di collaborazione per il futuro?

M: Sì, ma è ancora troppo embrionale per parlarne. A breve uscirà un mio libro giallo, di cui non posso anticipare niente.

Fra gli impegni futuri di Guccini prevalgono quelli letterari o quelli musicali? Posso avere qualche anticipazione?

G: Devo finire la tourné dei concerti e poi in autunno ricomincio a scrivere.

Un aspetto dell’attività non molto conosciuto dal pubblico dei concerti e dei lettori è quello dell’appassionato di fumetti in generale. Anzi so che ne ha scritti alcuni negli anni ’60. Su questo versante ha progetti?

No, non ho nessun progetto, anche perché il mondo del fumetto sta vivendo una crisi, sono passati gli anni 70 e 80, l’età d’ora della produzione dei fumetti. Allora ho fatto delle sceneggiature ai fumetti di Bonvi.

Susanna Daniele

mercoledì 10 ottobre 2007

Incontro del 10 ottobre

Stasera il Club Amici del Giallo - Giallo Pistoia si è riunito all'Enoteca "Da David", dichiarata all'unanimità nostra sede ufficiale, per organizzare gli appuntamententi dei prossimi mesi. Incontri con i grandi giallisti italiani, serate dedicate al cinema e ai migliori prodotti televisivi tinti di giallo! Ma anche fumetti e musica perché le sfumature del nostro colore preferito sono moltissime.... :-) E naturalmente buon vino, per rincuorare anche i più timorosi, e alta gastronomia per sdrammatizzare anche le scene più splatter! Il programma definitivo verrà pubblicato al più presto su questo blog.

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