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giovedì 28 febbraio 2008

Informazioni

*Domenica 9 marzo presso la libreria Giunti al Punto in Via de' Fabbri 26 a Pistoia sarà presentato il libro

**LA SCIENZA FRA LE NUVOLE*
*PIER LUIGI GASPA* e *GIULIO GIORELLO*

*Da Pippo Newton a Mr Fantastico*
Raffaello Cortina Editore 2007
Partecipano Giuseppe Previti, presidente dell'Associazione Giallo Pistoia, Giuseppe Di Bernardo, disegnatore di fumetti, Luca Boschi, giornalista fra i massimi esperti italiani sulla storia del fumetto, direttore artistico di alcune fra le più importanti mostre sul fumetto e autore di molte pubblicazioni.

*Pier Luigi Gaspa*, esperto di fumetti, collabora con le più importanti manifestazioni in questo ambito e fa parte dello staff organizzativo di Lucca Comics&games.
* Giulio Giorello*, appassionato di fumetti, è editorialista del Corriere della Sera e professore di Filosofia della scienza all’Università di Milano.
Gionni Galassia, ragazzo che la matita di Jacovitti spedisce nello spazio, un Paperino atomico inventore della bomba che prima fa perdere i capelli e poi li fa ricrescere, i Fantastici Quattro…: stereotipati o coscienziosi, pazzi o salvatori, sono gli scienziati dei fumetti. Non c’è meraviglia, stupore o terrore che l’accoppiamento di parola e immagine non sappia rappresentare, soprattutto quando si tratta delle audaci ipotesi della scienza. Il sapere a fumetti che questo libro mette in scena, spaziando dalla produzione italiana ai classici USA, senza dimenticare i manga giapponesi e le bandes dessinées francesi, non propone una qualche forma di didattica della scienza ma mette a confronto due forme di immaginazione che rendono più affascinante la nostra quotidiana esistenza. Che cosa lega Papà Disney alla fissione dell’atomo o il grande Jacovitti all’esplorazione dello spazio? Il lettore di ogni età è invitato a scoprirlo.

domenica 24 febbraio 2008

Incontro mensile dell'Associazione

Lunedi 25 febbraio alle 21 presso l'enoteca da "David" in Via Carducci 37 a Pistoia si terrà l'incontro mensile dell'Associazione Giallo Pistoia.
La serata sarà una sorta navigazione nel giallo e noir del Mediterraneo. La crociera virtuale partirà da Marsiglia con Izzo, Fregny, Manchette, Malet, Bonnot. Si soffermerà a Barcellona con Vasques Montalban e Gimenez Bartlett per proseguire per Algeri con Khadra e si fermerà ad Atene con Markaris.
Relatori saranno Giuseppe, Cristina, Fabio e Susanna.
In quell'occasione ci metteremo d'accordo con quali autori del noir italiano "viaggiare" nel mediterraneo alla fine del prossimo mese.

martedì 19 febbraio 2008

CUORI DI NEBBIA DI LICIA GIAQUINTO – DARIO FLACCOVIO EDITORE PALERMO

Titolo indovinatissimo, prima di tutto. Nebbia “atmosferica” che avvolge le campagne padane in inverno e nebbia come metafora della difficoltà di comprendersi, comunicare, amarsi. Una nebbia del cuore, quindi, che avvolge i sentimenti e le vite dei personaggi.
Sette personaggi raccontano in prima persona le loro vite, tutte più o meno intrise di dolore, di squallida rivalsa nei confronti della vita, di ricordi familiari con cui è difficile convivere, di fallimenti emotivi, di disperazione e miserie di ogni tipo.
C’è una coppia di contadini che stanno insieme senza amarsi, soltanto per interessi economici, un giovane uomo con un rapporto irrisolto con il cibo, un ragazzo che ha scelto la vita del vagabondo, un guardone che non può fare a meno di esserlo, una prostituta drogata che gioca con la morte ad ogni incontro, una prostituta dell’est che ha scoperto prestissimo il potere del sesso e delle lusinghe e sa come rubare l’anima e i soldi agli uomini che incontra.
Ognuno a suo modo cerca l’amore o quanto meno di sfuggire all’indifferenza degli altri.
Tutti i personaggi si incontrano in una terra di nessuno fra i campi e la via Emilia e come in un appuntamento fatale con il Destino ci saranno vittime e carnefici.
Interessante la struttura, ogni capitolo è dedicato a un personaggio che racconta la propria storia con un linguaggio suo proprio. Grezzo e da analfabeta quello dei contadini e del guardone, un registro più alto quello delle prostitute. Le vicende si incrociano e si concludono in un dramma senza speranza e senza possibilità di redenzione, quasi da tragedia greca. Nessun colpevole, forse, ma tutti accomunati da una condizione umana da girone infernale.
In copertina una raffinata foto grigio perla di un seno nudo, sensuale e freddo al tempo stesso. In sostanza un bel libro ma proibito a chi è incline alla riflessione malinconica.


Susanna Daniele

martedì 12 febbraio 2008

CONCORSO “Carabinieri in Giallo” - 2008

Il bando del concorso Carabinieri in giallo lo trovate a questo indirizzo:

http://www.carabinieri.it/Internet/Imagestore/carabiniere/bando.pdf

BANDO DI CONCORSO

• Scadenza 15 maggio 2008
Testi: l’elaborato deve essere in lingua italiana ed inedito (massimo 15 pagine da 30 righe ciascuna). Genere giallo/poliziesco, con protagonisti investigatori dell’Arma dei Carabinieri. Modalità di partecipazione: i partecipanti devono inviare una copia cartacea e una copia in formato digitale (floppy disk o cd) dell’opera, in forma rigorosamente anonima. In una seconda busta, contenuta all’interno della prima, indicheranno i propri dati anagrafici, indirizzo, numero di telefono, indirizzo di posta elettronica. Quota: 16 euro, da inviare entro il 15 maggio 2008, in cambio dei quali si riceverà anche l’abbonamento alla rivista Il Carabiniere per un anno (per i già abbonati, il rinnovo per un anno). Pagamento: versamento sul Conto Corrente Postale n. 274019 intestato a: Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri – Rivista Il Carabiniere – piazza S. Bernardo, 109 – 00187 Roma. Indicare anche la causale del versamento (concorso “Carabinieri in Giallo - 2008”). Spedizione: inviare i dattiloscritti entro il 15 maggio 2008 a: Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri – Rivista Il Carabiniere – piazza San Bernardo, 109 – 00187 Roma. Allegare una copia del versamento. Fa fede il timbro postale.

PREMI

Al primo classificato – 3.000 euro.
Al secondo classificato – 2.000 euro.
Al terzo classificato – 1.000 euro.

Previo rilascio di liberatoria per i diritti degli autori, le opere migliori saranno pubblicate sulla rivista Il Carabiniere; inoltre verranno offerte per la valutazione alla Mondadori Editore e alla produzione “Palomar” che hanno aderito al progetto e si riservano di utilizzare i racconti, rispettivamente, per un volume di raccolta e per soggetti televisivi.

IN GIURIA

Giovanni Bianconi, giornalista e scrittore.
Giancarlo De Cataldo, magistrato e scrittore, autore di Romanzo criminale.
Carlo Degli Esposti, produttore
Massimo Lugli, giornalista e scrittore.
Federica Sciarelli, scrittrice e conduttrice di Chi l’ha visto?
Laura Toscano, scrittrice, autrice della serie Il maresciallo Rocca.

PREMIAZIONE

Data e luogo da stabilirsi.

Tutti i vincitori saranno avvisati per tempo.

Informazioni: telefonare a Rivista Il Carabiniere –
06/483780 – 06/48904039
E-mail: ente.editoriale@carabinieri.it
Risultati: i risultati saranno pubblicati sul sito Internet
www.carabinieri.it.


Grandi notizie! Carabinieri in Giallo 2007 diventa un Supergiallo Mondadori. In luglio in edicola, dopo due mesi nelle librerie di tutta Italia. Il volume conterrà i racconti premiati. Non è una notizia super? Anzi, Supergialla!

domenica 10 febbraio 2008

CONCORSO "PROFONDO GIALLO"

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con "Profondo giallo", che nel panorama italiano è certo uno dei premi più prestigiosi per racconti gialli inediti. La passata edizione ha visto vincitrice Patrizia Rinaldi, il cui racconto, "Ninetta Ridolfi e gli oggetti affettuosi" è attualmente in edicola in appendice al supplemento n. 5 al giallo n. 2945, "Il Giallo Mondadori presenta", dal titolo "B@cteria" di Paolo Giacomoni e Maurizio Ricci.

Di seguito il nuovo bando.

Premio Letterario

"PROFONDO GIALLO"

EDIZIONE 2008

BANDO DI CONCORSO

La BASE Associazione Culturale, il Giallo Mondadori bandiscono il premio letterario "PROFONDO GIALLO" per il miglior racconto giallo inedito italiano.

Caratteristiche del concorso:

o E’ aperto a tutti i cittadini italiani, senza limitazione di età

o I racconti, da far pervenire in sette copie oltre che su supporto magnetico, dovranno essere in lingua e ambientazione italiana e di una lunghezza non superiore alle 25 cartelle di trenta righe per sessanta battute.

o Ogni racconto (assolutamente rilegato) dovrà essere anonimo, mentre il titolo dovrà essere ripetuto all’esterno di una busta (chiusa e sigillata) all’interno della quale andrà inserito un foglio con il titolo del racconto, le generalità, il domicilio, il recapito telefonico e l’indirizzo di posta elettronica dell’autore.

o Il plico contenente i racconti dovrà essere inviato a:



PREMIO LETTERARIO

"PROFONDO GIALLO"

Via Adeodato Matricardi,41

00149 Roma

entro e non oltre il 21 luglio 2008

Non si accettano manoscritti ed i testi non saranno restituiti. Avvertiamo inoltre che non saranno fornite informazioni sulle opere in concorso.

Una giuria composta da esperti esaminerà i lavori e selezionerà il racconto vincitore che sarà pubblicato nella collana "Il Giallo Mondadori" entro l’anno 2009.

Segreteria del Premio

manuela.defranceschi@fastwebnet.it

335/6638558

venerdì 8 febbraio 2008

Oro, incenso e polvere

Domenica 10 febbraio alle ore 17,30 presso la libreria Giunti al Punto in Via de' Fabbri 26 Valerio Varesi presenterà "Oro, incenso e polvere" editore Frassinelli. La presentazione è a cura di Giuseppe Previti dell'Associazione "Amici del giallo".

Susanna Daniele

lunedì 4 febbraio 2008

PROSSIMI INCONTRI DELL'ASSOCIAZIONE GIALLO PISTOIA

Lunedi 25 febbraio - Viaggio intorno al Mediterraneo conautori spagnoli, francesi del sud, algerini.. Ci alterneremo in quattro: Giuseppe, Cristina,( sua è l'idea, quel che è giusto è giusto), suo marito Fabio e io, Susanna.

Lunedi 31 marzo - Stesso viaggio intorno al Mediterraneo parlando di autori italiani (sardi, siciliani, pugliesi). Nel dettaglio ancora tutto da decidere. Ben accette proposte e suggerimenti da soci, simpatizzanti e appassionati.

09.02.2008 | Sabato dalle Ore 17,00 presso l'Enoteca David in Via Carducci, 37 a Pistoia
A tutto giallo: Gli autori Tommaso Jardella, Oscar Montani e Laura Vignali presentano i loro libri
La berretta del cuoco, I misteri della terza luna e Tutta colpa di Amalia) e incontrano i lettori. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con l'editore Marco Del Bucchia e gli Amici del Giallo di Pistoia.

INTERVISTA A NICOLA VERDE

Giovedì 24 gennaio è venuto a Pistoia, ospite della trasmissione curata dall’associazione Giallo Pistoia per TVL, Nicola Verde, scrittore di origini campane (è nato in provincia di Caserta nel 1951), sardo negli affetti e romano di adozione. Non è una precisazione inutile perché le sue tre “anime” e i relativi dialetti sono presenti nelle sue opere. Nella sua gavetta, che, come gli piace dire, è stata lunga quanto per altri è lunga una carriera, ha scritto di tutto, ottenendo importanti riconoscimenti nel fantastico e nella fantascienza. Per poi approdare, con grande fortuna, al giallo. Ci promette che tornerà dalle nostre parti a giugno, in occasione della seconda edizione della manifestazione Serravalle noir. Ne approfitto per farmi rilasciare un’intervista.

  • Una domanda d’obbligo a ogni autore: perché hai cominciato a scrivere storie gialle? E, in particolare, come è cominciata la tua “carriera” di giallista?

Non per calcolo, ma, come spesso capita, per caso: per accontentare mia moglie, mia prima lettrice, che dopo aver pazientemente letto cose per la quali provava poco interesse, mi ha espressamente chiesto un giallo, genere che predilige. In questo modo è nato il mio primo racconto, Sa morte secada, che ha poi costituito il nocciolo del mio omonimo romanzo. E visto il favore con cui è stato accolto ho insistito e nel 2003 ho partecipato al concorso Lama e Trama di Maniago vincendo il primo premio con il racconto “’O fieto e ‘o curtiello…”. E’ un racconto in dialetto napoletano e ambientato in un basso. Mi piacciono i dialetti, credo siano più efficaci nella descrizione di una quotidianità. In quell’occasione conobbi Luigi Bernardi, giornalista, scrittore, saggista, sceneggiatore, critico fumettistico, in anni passati anche editore e , non ultimo, scopritore di autori (Lucarelli, Fois, Vallorani, Ferrandino e altri). Era il presidente della giuria. Il giorno dopo prendeva il mio stesso treno. Mi feci coraggio e gli parlai del romanzo che tenevo nel cassetto. Glielo mandai per posta elettronica e poco tempo dopo mi scrisse per dirmi che gli era piaciuto. E’ nata così, diciamo in treno, la pubblicazione di Sa morte secada con l’editore Dario Flaccovio di Palermo, per il quale allora Bernardi era consulente per la narrativa italiana. Come vedi, anche nella scrittura, come nella vita, occorre molta fortuna.

  • Fai parte di un gruppo romano di scrittori di noir?

Faccio parte di Roma giallo Factory, nata nel 2007, insieme a Biagio Proietti, Massimo Pietroselli, Giulio Leoni, Luigi De Pascalis, Maurizio Testa, Sabina Marchesi e Massimo Mongai. Se ne stanno aggiungendo altri. Il gruppo vorrebbe aprirsi anche ad autori non romani.

· Perché hai ambientato entrambi i tuoi romanzi in una Sardegna degli anni sessanta, aspra, selvaggia non soltanto nel contesto naturalistico ma soprattutto nel carattere dei personaggi?

Gli anni sono quelli delle grandi trasformazioni sociali. In Sardegna, in particolare, si cercò d’imporre l’industrializzazione in un tessuto da sempre agro-pastorale, nella convinzione che, in questo modo, si potesse sradicare il banditismo. Furono gli anni delle industrie petrolchimiche. Vere e proprie “cattedrali nel deserto”, visto che non c’erano le infrastrutture necessarie. Io non so se fu una scelta dettata semplicemente dalla cecità, o da qualcosa di peggiore (un assessore regionale disse: “Non dimentichiamo che il petrolio è un olio: unge!”), o da altro, magari di più nobile, ma so per certo che ogni imposizione, brutale per giunta, non è mai giusta.

Se il noir per definizione si focalizza sul punto di vista della vittima, occorre considerare che ogni destino è sempre figlio delle circostanze sociali. Ecco, a me piaceva osservare le circostanze sociali di un popolo, quello sardo, in un momento particolare della sua storia, la fine degli anni ’60, appunto.

I personaggi sono finalizzati alle storie. Il maresciallo Dioguardi è un po’ come me, un “forestiero”, un campano, quindi per definizione un emarginato. Nonostante ciò è pieno di cliché e di pregiudizi, questo per dire che c’è sempre un Sud che sta più a Sud di ogni altro Sud. All’inizio è disorientato, non capisce la mentalità degli isolani, ma proverà a comprenderla e, tutto sommato, ciò che conta è proprio questo suo tentativo. Gli altri personaggi rispecchiano i tempi e i luoghi: sono aspri, sanguigni, spigolosi, ma certo veri, umani. Un’umanità, quella sarda, a quel tempo guardata con sospetto e diffidenza, considerata addirittura primitiva nelle sue espressioni sociali. Erano preconcetti figli di quella teoria positivista di fine Ottocento del Niceforo che aveva stabilito che la razza sarda, almeno quella di Nuoro e dintorni (la cosiddetta “zona delinquente”), fosse destinata al banditismo per genìa. E perciò, in un certo senso, “maledetta”. Tutto questo non ci ricorda qualcosa di pericolosamente attuale?

· Ai nostri lettori dobbiamo far sapere che “Sa morte secada” ha avuto un grande successo di critica e di pubblico, entrando nel 2004 fra i finalisti al prestigioso premio Scerbanenco di Courmayeur. Vuoi parlarci un po’ più diffusamente del tuo secondo libro, “Un’altra verità”, accennando anche alla tecnica di scrittura utilizzata?

Come il precedente e come l’antologia che seguirà io lo definisco un noir antropologico: onore e violenza, responsabilità e sopraffazione, religiosità profonda e indifferenza al male.

Luogo della vicenda è Bonela, un piccolo paesino sardo e il tempo del racconto è il 1969, l’ anno dell'omicidio Lavorini a Viareggio, primo caso di “omicidio mediatico”, e dei fatti di Pratobello, la rivolta popolare degli abitanti di Orgosolo contro l'occupazione militare di tredici mila ettari di pascoli. Anno di svolta, dunque. E’ una Sardegna arcaica ed occulta, lontana dalle coste, pagana e terribile, fatta di terra e di sangue. Una Sardegna che Dessì, il suo maggiore scrittore, definì poeticamente “un pezzo di luna caduto nel Mediterraneo” . Così refrattaria alle influenze esterne, che l’archeologo Lilliu, per darne l’idea, formulò una specie di postulato: “costante resistenziale sarda”. In questo contesto arcaico-pastorale il maresciallo Carmine Dioguardi si trova a indagare sull'omicidio cruento del pastore Narciso Aggius, lo “scemo del villaggio”, che però ha ricevuto dalla natura una dote particolare. Storie di quotidiana meschinità che si mescolano con quelle di antichi riti pagani. Dov’è la verità? Il maresciallo Carmine Dioguardi inizia una difficile indagine per scoprire alla fine che niente è come sembra.

“Un’altra verità”, infatti, è quella che sta sempre dietro l’angolo. Tema suggestivo che ha da sempre interessato la letteratura, Pirandello docet. Ma già ai tempi di Pirrone, per il quale “a ogni ragione se ne contrappone sempre un’altra di uguale valore”, per poi negare addirittura che ci possa essere una qualsiasi verità. Ignoramus et ignorabimus, motto con il quale veniva definitivamente sancita la negazione di tale possibilità.

Quanto alla tecnica di scrittura, è finalizzata alla narrazione. Più punti di vista che si alternano e che talvolta, addirittura, osservano la stessa situazione, più storie che si innestano una nell’altra e che fanno di “Un’altra verità” un romanzo corale o a “matrioska”, come qualcuno l’ha amabilmente definito. E visto che siamo in vena di definizioni, mi piace ricordarne altre due che riguardano i miei romanzi: “pongono domande e non danno risposte” (sono sempre le domande che arricchiscono); “Non hanno una struttura lineare” (ma non sono in questo modo i nostri pensieri? La vita reale?). E siccome a dare queste due definizioni è stato Luigi Bernardi, io credo che non potrebbero esserci migliori complimenti.

  • Cosa hai in cantiere? Un’altra storia con il maresciallo Dioguardi?

Il mio prossimo libro sarà un’antologia composta da quattro racconti e un romanzo breve in uscita a maggio con la Hobby & Work con protagonista ancora il mio Dioguardi. Poi il mio maresciallo se ne starà tranquillo per un po’. A chiusura del ciclo ho in progetto un ultimo romanzo, ma questo più in là.

Nel frattempo sto scrivendo un romanzo ambientato a Roma negli anni ’50. Prende spunto da un fatto realmente accaduto nel ’55. Si tratta soltanto di uno spunto, tant’è che non soltanto i nomi dei protagonisti sono inventati, ma persino il luogo è immaginario. Roma fa da sfondo reale.

E se il maresciallo Dioguardi è un uomo assolutamente normale, al punto che ha esplicitamente le sembianze di Carlo Romano, un caratterista del cinema degli anni ‘50/60 che ha impersonato la figura dell’italiano medio, il commissario di questo romanzo andrà oltre la mediocritas: sarà meschino e ipocrita. Con l’aggravante di non esserne cosciente.

Sulla “normalità” del mio maresciallo voglio ricordare quanto scrisse Sciascia nel suo capolavoro “A ciascuno il suo”: “Gli elementi che portano a risolvere i delitti che si presentano con carattere di mistero o di gratuità sono la confidenza diciamo professionale, la delazione anonima, il caso. E un po’, soltanto un po’, l’acutezza degli inquirenti.”

Questo non certo per denigrare la polizia, ma soltanto per dire che anche i poliziotti appartengono alla categoria della gente “normale”. Nella realtà, di solito, i super-poliziotti non esistono. Per me è stata una specie di illuminazione.

Quanto al romanzo che sto scrivendo, torna, preponderante, il tema della verità nelle sue molteplici sfaccettature. Tra le molte verità ci sarà pure quella della stessa vittima, una donna trovata decapitata.

C’è l’illusione da parte mia, e forse la presunzione, del romanzo come frutto dei miei ragionamenti attorno a una domanda che si poneva Glauser, autore svizzero contemporaneo di Simenon.

“Cosa accadrebbe se si riuscisse a creare una tensione tale per cui al lettore sarebbe indifferente l’identità dell’assassino?”

Grazie per la cortesia e disponibilità. Buona fortuna per i tuoi prossimi lavori.

Susanna Daniele

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