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domenica 24 aprile 2011

ULTIMI APPUNTAMENTI DI APRILE

Trasmissioni a TVL
(messa in onda sabato ore 23,00-domenica ore 18,00)

23 / 24 aprile
"Nemesi" di Jacqueline Monica Magi

30 aprile / 1 maggio
"Il libro dell'Angelo" di Alfredo Colitto


PRESENTAZIONI

Mercoledì 27 aprile ore 18 Melbookstore Firenze
Giuseppe Previti e Mario Spezi presentano
"L'emozione delle stagioni" di Igino Canestri


Venerdì 29 Aprile 2011

In occasione del compleanno della Biblioteca Eden di Casalguidi
Ore 19.00
Presentazione del testo teatrale "Ai saggi la gloria" di Susanna Daniele a cura di Giuseppe Previti
Voci narranti Luigina Calistri e Antonio Menicacci
La storia della biblioteca Forteguerriana raccontata in forma di monologo teatrale da alcuni personaggi: da Sozomeno al cardinale Forteguerri, da Niccolò Puccini a Louisa Grace Bartolini e Giosuè Carducci per finire con Remo Cerini.



Sabato 30 aprile 2011
Biblioteca Forteguerriana, Pistoia, ore 17,00
Presentazione del testo teatrale "Ai saggi la gloria" di Susanna Daniele

(foto di Laura Tovaglia)
a cura di Giuseppe Previti e Claudio Rosati
Saranno letti alcuni brani a cura degli attori della Compagnia teatrale Progetto teatro diretta da Monica Menchi

venerdì 22 aprile 2011

Scerbanenco (II parte)


prosegue la pubblicazione dell'intervento di Sergio Calamandrei su Scerbanenco

Per chi fosse interessato al giallo degli anni 60-90, il 3 maggio alla libreria Edison di Pistoia (Via degli orafi), ore 21,15 io e Giuseppe Previti terremo una chiacchierata sugli autori più importanti di quel periodo. Non può mancare, naturalmente, Scerbanenco.


I PERSONAGGI

DUCA LAMBERTI
Personaggio molto duro e rigoroso con sé stesso.

LIVIA USSARO“La vita è un pozzo delle meraviglie, c’è dentro di tutto, stracci, brillanti, coltellate in gola, e Livia Ussaro.” VP 113
Giocatrice di scacchi
Alta, capelli neri, corti, atteggiamento spesso professorale.
“Era un po’ troppo kantiana, dietro le sue parole c’erano degli imperativi categorici…” VP 115

DOTT. CARRUA

MASCARANTI

MILANOLeggere pag. I di TT (che riporta pag. 119 TT)

Talvolta Scerbanenco coglie anche dei rari aspetti lirici in Milano: “Dopo il temporale il cielo di Milano, perché Milano ha un cielo, divenne di un azzurro più acceso del cielo del Plateau Rosa; al di la dei palazzi, dai terrazzi degli ultimi piani, si vedevano chiarissimamente le montagne dalle cime nevose”. Pag. 65 TT


UNO SCRITTORE DI ALTISSIMO LIVELLO
Scerbanenco è uno di quegli scrittori che quando si leggono viene da dire: io non ce la farò mai a raggiungere la sua potenza.

Capacità di caratterizzare moltissimo i personaggi, anche le comparse, con sole poche parole penetrandone l’animo in profondità.
Questa di saper cogliere cosa si agita nella parte più profonda delle persone, in fondo, è anche l’unica caratteristica investigativa particolare del suo personaggio Duca Lamberti.
E’ una caratteristica che a Lamberti deriva anche dall’essere stato un medico, come nota a un certo punto una delle persone da lui interrogate.

Ricordo come pagine bellissime:
- la prima apparizione di Duca Lamberti in Venere privata, e il suo colloquio iniziale col vecchio Auseri
- il colloquio iniziale di I milanesi ammazzano il sabato, con il padre della ragazza minorata rapita

Riflettendo sulle pagine di Scerbanenco che mi hanno più colpito per intensità, mi rendo conto che si tratta in entrambi i casi di pagine in cui viene descritto il rapporto tra un padre e suo figlio o sua figlia. Ricordandomi che Scerbanenco aveva perso il padre in giovanissima età, mi viene da pensare che questa coincidenza possa essere significativa.

IL LINGUAGGIO
Scerbanenco ha un linguaggio tutto suo, lontano dalle regole che vengono comunemente insegnate ai corsi di scrittura. Lì si dice che lo scrittore deve scegliere le parole esatte necessarie a esprimere un concetto o una sensazione e che, se invece di quelle ne usa altre, sbaglia. Scerbanenco, invece, usa una scrittura molto simile al parlato, che chiarisce i concetti tornando indietro e correggendosi, o per accumulazione di approssimazioni sempre più precise.

Esempi:
-correzione del primo termine usato, come nel parlato: “La porta dell’ufficio si aprì malamente, anzi con violenza, e Mascaranti entrò…” pag. 55 MAS

- lingua ridondante “domandò lui, David Skeinerberg”.. pag.10 MC9

- ripetizione, numerose volte, vedi ad es. pag. 58 MC9 “facendo brillare come sotto un riflettore, la chitarra di Prospero, come se fosse stata colpita da un riflettore.”

- come dire, “fecero piuttosto fatica a nasconderlo, come dire?, a buttarlo in quel precipizio vegetale.” MC9 pag 68

-un uso della virgola teso più a riprodurre la cadenza del parlato che a rispettare le regole grammaticali (spesso gli incisi non vengono chiusi).

Il suo rapporto con il linguaggio può forse essere spiegato da questo brano de I milanesi ammazzano il sabato (pag. 75), che potrebbe essere una replica indiretta a qualche critica fatta al suo modo di scrivere:
“Ho bisogno che da domani mi fai da autista,” disse Duca, capiva che, grammaticalmente non rispettava la giusta coniugazione dei verbi e che i dotti lo avrebbero rimproverato, ma in quel momento il suo interesse per il giudizio dei dotti era molto moderato.”
E’ formidabile nella rappresentazione in poche parole dei sentimenti non solo dei personaggi principali (che dopo di tutto è cosa di cui molti scrittori sono capaci), ma soprattutto, in pochissime parole, delle comparse.
“Alessandra Radaelli, oltre a guardare la foto, non fece niente, non arrossì, non impallidì, non si mise a piangere, non disse ah. Solo sembrò che il viso le diventasse più piccolo.” VP pag. 101
Scerbanenco è uno che scriveva tantissimo, non è andato quindi esente da qualche caduta nel livello della scrittura.
Talvolta si vede che cerca di scrivere “la bella pagina” (vedi certe descrizioni di Milano), altre volte prova a fare degli esperimenti letterari o delle esibizioni letterarie (vedi la pagina iniziale di Traditori di tutti che è un unico discorso di 28 righe cadenzato solo da virgole e mai interrotto da alcun punto, pag. 7 TT).
Nel complesso, però, le sue pagine hanno sempre una intensità tale che certi passaggi meno convincenti non si notano neppure, tanto forte è la storia che lui racconta.

LA STRUTTURA GIALLA

La trama e l’indagine

Dal punto di vista della costruzione dell’indagine, i romanzi di Lamberti sono semplicissimi. L’indagine viene condotta in un modo estremamente realistico, con un lavoro metodico di polizia, senza grandi colpi di genio. Lo schema, per certi versi, ricorda il Procedural.
“La polizia vince con l’iterazione, a furia di ripetere che due più due fa quattro, alla fine scoprite qualche cosa di più” VP 145

Non ci sono falsi colpevoli, e i colpevoli non vengono mai incastrati sulla base di contraddizioni scoperte nelle loro dichiarazioni, come in certi tipi di gialli. Addirittura, Lamberti non incontra mai il colpevole prima di arrivare al momento dello scontro finale e dell’arresto. Questo anche perché spesso i colpevoli sono grandi organizzazioni, in cui conta la “struttura” più che il singolo esecutore materiale del delitto.

La struttura del testo

C’è un sapiente uso del cliffhanger, con interruzione del capitolo nel punto appropriato, vedi pag. 16 MAS
La stessa struttura narrativa de I milanesi ammazzano il sabato, con una mega sospensione della storia, è particolarmente efficace.
Anche in Venere privata, a un certo punto c’è un montaggio non lineare della vicenda con uno strano flashback, privo di qualsiasi introduzione, in cui viene spiegato un evento precedente.
Ferocissima la costruzione della prima parte de I ragazzi del massacro con le urgenze della malattia della nipotina di Duca che si accavallano con quelle dell’indagine.

venerdì 15 aprile 2011

GIORGIO SCERBANENKO


Intervento di Sergio Calamandrei al convegno di Pistoia (parte I)

GIORGIO SCERBANENCO


Intervento di Sergio Calamandrei al Festival del giallo di Pistoia del 29.1.2011.

I principali siti in cui ho rinvenuto notizie su Scerbanenco sono i seguenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Scerbanenco

http://www.vigata.org/altri_autori/scerbanenco.shtml

http://giallo.blog.rai.it/2010/12/21/peccati-e-virtu-capitali-secondo-giorgio-scerbanenco/

Una lettera scritta da Lucarelli a Scerbanenco: http://www.carlolucarelli.net/int06.htm


NOTE BIOGRAFICHE
Si riporta la biografia presente in http://www.italialibri.net/autori/scerbanencog.html

Uno dei migliori scrittori italiani del genere poliziesco, Giorgio (Vladimir) Scerbanenco nacque nel 1911 a Kiev, in Ucraina, da madre italiana e padre ucraino. Ancora impubere, si trasferì in Italia, inizialmente a Roma e in seguito a Milano. Per motivi finanziari, dovette abbandonare molto presto gli studi e adattarsi ai lavori più disparati: fresatore, magazziniere e fattorino.
In un secondo momento iniziò a collaborare con periodici femminili, dapprima in qualità di correttore di bozze, poi come autore di racconti e romanzi rosa, arrivando a ricoprire importanti incarichi redazionali e direttivi in alcuni settimanali femminili come «Novella», «Bella», «Annabella». Su quest’ultimo tenne la famosa rubrica La posta di Adrian.

Il suo esordio nel mondo del giallo avvenne nel 1940, con il poliziesco Sei giorni di preavviso, il primo di una serie che fu nuovamente pubblicato in Cinque casi per l’investigatore Jelling: il protagonista è un archivista della polizia di Boston, Arthur Jelling, per l’appunto.
La fama nazionale e internazionale, tuttavia, per Scerbanenco arrivò con la serie che ha come protagonista Duca Lamberti, figura al centro di quattro romanzi, tre dei quali portati sullo schermo rispettivamente da Fernando Di Leo, Duccio Tessari e Yves Boisset. Traditori tra tutti (1966), il secondo di questi romanzi dopo Venere Privata, nel 1968 vinse il Grand Prix de Littérature Policière.
Il 27 ottobre del 1969, Scerbanenco morì improvvisamente a Milano, al culmine del suo successo italiano ed europeo.
Imperdibile la breve autobiografia degli anni giovanili Io, Vladimir Scerbanenko, 28 pagine pubblicate in appendice dell’edizione di Venere privata Garzanti serie Gli elefanti, che da sole basterebbero a giustificare il prezzo del volume.

Sempre nell’edizione di Venere privata Garzanti serie Gli elefanti c’è una introduzione molto interessante di Luca Dominelli che bene spiega il cupo mondo di Scerbanenco.

L’ATTIVITA’ LETTERARIA
Scrittore molto vario e prolifico, scrisse più di 70 romanzi e innumerevoli racconti.
Scrisse romanzi di tutti i generi: d’amore, di spionaggio, di fantascienza e, soprattutto gialli, che gli dettero la fama.
Una lista dettagliata delle sue opere è presente su wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Scerbanenco

Il ciclo di Duca Lamberti:
- Venere privata 1966 (d’ora innanzi VP)
- Traditori di tutti 1966 (d’ora innanzi TT)
- I ragazzi del massacro 1968 (d’ora innanzi RDM)
- I milanesi ammazzano il sabato 1969 (d’ora innanzi MAS)

La raccolta di racconti Milano calibro 9 (d’ora innanzi MC9)

Dalle opere di Scerbanenco sono stati tratti questi film e sceneggiati:

1969 I Ragazzi del massacro tratto da I ragazzi del massacro (film) Regia di Fernando Di Leo

1970 Il caso Venere Privata tratto da: Venere Privata (film) Regia di Yves Boisset

1970 La Morte risale a ieri sera tratto da: I milanesi ammazzano al sabato (film) Regia di Duccio Tessari

1972 La Mala Ordina tratto da: Milano by caliber 9 (film) Regia di Fernando Di Leo

1972 Milano Calibro 9 tratto dalla raccolta di racconti omonima (film) Regia di Fernando Di Leo

1975 L'Assassino è costretto a uccidere ancora tratto (in parte) da: Al mare con la ragazza Regia di Luigi Cozzi

1976 Liberi Armati pericolosi tratto dal racconto Quei bravi ragazzi bang bang (film-Italia) Regia di Romolo Guerrieri

1978 Centodelitti (sceneggiato) Regia di Alfredo Sironi

1984 La Ragazza dell'addio (sceneggiato) Regia di Daniele D'Anza

1987 Appuntamento a Trieste tratto da Appuntamento a Trieste (fiction) Regia di Bruno Mattei

1988 L'Uomo che non voleva morire tratto da il racconto omonimo (filmtv) Regia di Lamberto Bava

1993 Dispara "Spara che ti passa" tratto dal racconto omonimo (film-Spagna) Regia di Carlos Saura

1994 Occhio di falco (sceneggiato) Regia Vittorio De Sisti

1979 Quattro delitti (sceneggiato) Regia di Alfredo Sironi


Di un paio di film si riporta la scheda in dettaglio:

Titolo originale: Milano calibro 9
Lingua originale: italiano
Paese: Italia
Anno: 1972
Durata: 100'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 1.85 : 1
Genere: noir
Regia: Fernando Di Leo
Soggetto: Fernando Di Leo, Giorgio Scerbanenco
Sceneggiatura: Fernando Di Leo
Produttore: Armando Novelli
Casa di produzione: Cineproduzioni Daunia 70
Distribuzione (Italia): Alpherat S.p.a.

Interpreti e personaggi
Gastone Moschin: Ugo Piazza
Barbara Bouchet: Nelly Bordon
Mario Adorf: Rocco Musco
Frank Wolff: commissario di polizia
Luigi Pistilli: Mercuri
Ivo Garrani: Don Vincenzo
Philippe Leroy: Chino
Lionel Stander: l'Americano
Mario Novelli: Pasquale Tallarico
Giuseppe Castellano: Nicola
Ernesto Colli: Alfredo Bertolon
Fotografia: Franco Villa
Montaggio: Amedeo Giomini
Musiche: Luis Enríquez Bacalov, Osanna
Tema musicale: Milano calibro 9 (Preludio, Tema, Variazioni e Canzona)
Scenografia: Francesco Cuppini
Costumi: Francesco Cuppini, Marcella Moretti

La Morte Risale a Ieri Sera
Cast: Raf Vallone, Frank Wolff, Gabriele Tinti, Gillian Bray, Eva Renzi, Gigi Rizzi, Beryl Cunningham, Wilma Casagrande, Checco Rissone
Regia: Duccio Tessari
Sceneggiatura: Artur Brauner, Biagio Proietti, Duccio Tessari
Data di uscita: 1970

Il ciclo del Duca segna una rottura con la tradizione precedente del giallo italiano. C’è ora un modello originale in grado di stare alla pari con gli hard boiled americani.
(segue)

mercoledì 13 aprile 2011

INCONTRI MOLTO RAVVICINATI

14 aprile
Auditorium Biblioteca San Giorgio, ore 17,00
"Pontormo e l'acqua udorosa" di Lucia Bruni

La presentazione del libro di Michele Giuttari "Le rose nere di Firenze"
(Rizzoli) è spostata a maggio (comunicheremo data)


15 aprile
Primo incontro su letteratura e Risorgimento

Auditorium Biblioteca San Giorgio, ore 17,00
Scrittori a confronto su Pistoia e Risorgimento
a cura di Giuseppe Previti
interventi di Susanna Daniele, Laura Vignali e Mirko Garzella

Casalguidi, Biblioteca Comunale Eden, ore 21,00
"Letti per voi" di Giuseppe Previti
A confronto recensore e recensiti

martedì 12 aprile 2011

"Giovedì del giallo": prossimo appuntamento in biblioteca

"Pontormo e l'acqua udorosa" di Lucia Bruni (ed. Flaccovio)

Giovedi 14 aprile ore 17,00, appuntamento presso l'auditorium della
Biblioteca San Giorgio di Pistoia.
Giuseppe Previti incontra la scrittrice fiorentina Lucia Bruni che parlerà del suo ultimo romanzo "Pontormo e l'acqua udorosa".
Romanzo storico ambientato alla fine dell'800 nella campagne vicine a Sesto fiorentino. Protagonista la vivace contadinella-investigatrice Esterrina.
Questa nuova avventura , che segue a "Il segreto di Raffaello", ruota intorno a due disegni del celebre Pontormo e alla intraprendenza e alla curiosità della protagonista. Colpisce il grande affresco della vita rurale narrato con grande partecipazione emotiva e documentazione storica. L'ultizzo del vernacolo parlato nella compagna fiorentina rende peculiare l'opera di Lucia Bruni.

lunedì 4 aprile 2011

CONCORSO CARABINIERI IN GIALLO 2011



La rivista "Il Carabiniere" bandisce il premio letterario Carabinieri in Giallo per il 2011.

BANDO DI CONCORSO - Scadenza 15 aprile 2011
Testi: l'elaborato deve essere in lingua italiana e inedito (massimo 15 pagine da circa 30 righe ciascuna). Genere giallo/poliziesco, con protagonisti investigatori dell'Arma dei Carabinieri.

Modalità: i partecipanti devono inviare una copia cartacea e una copia in formato digitale (preferibilmente in cd) dell'opera, in forma rigorosamente anonima.
In una seconda busta, contenuta all'interno della prima, indicheranno i propri dati anagrafici, indirizzo, numero di telefono, indirizzo di posta elettronica.

Quota: 16 euro, da inviare entro il 15 aprile 2011, in cambio dei quali si riceverà anche l'abbonamento alla rivista Il Carabiniere per un anno (per i già abbonati, il rinnovo per un anno).

Pagamento: versamento sul Conto Corrente Postale n. 90331000 intestato a: Ente Editoriale per l'Arma dei Carabinieri - Rivista Il Carabiniere - Serv. Abb.ti - piazza S. Bernardo, 109 - 00187 Roma. Indicare anche la causale del versamento (concorso "Carabinieri in Giallo - 2011").

Spedizione: inviare i dattiloscritti entro il 15 aprile 2011 a: Ente Editoriale per l'Arma dei Carabinieri - Rivista Il Carabiniere - piazza San Bernardo, 109 - 00187 Roma.
Allegare una copia del versamento.
Fa fede il timbro postale.

PREMI
Al primo classificato - 2.000 euro.
Al secondo classificato - 1.500 euro.
Al terzo classificato - 1.000 euro.

Non potranno ricevere premi in denaro i concorrenti che li abbiano già ottenuti nelle precedenti edizioni. Previo rilascio di liberatoria per i diritti degli autori, le opere migliori saranno pubblicate sulla rivista Il Carabiniere e nei Gialli Mondadori; verranno poi offerte per una valutazione alla produzione "Palomar", che si riserva di utilizzare i racconti per eventuali soggetti televisivi.

PREMIAZIONE. Data e luogo da stabilirsi. Tutti i vincitori saranno avvisati per tempo.

Informazioni: telefonare alla Rivista Il Carabiniere: 06/483780 - 06/48904039
E-mail: ente.editoriale@carabinieri.it
Risultati: i risultati saranno pubblicati sul sito Internet www.carabinieri.it


L'immagine è la copertina del numero di marzo della rivista "Il carabiniere"

sabato 2 aprile 2011

VASARI: DELITTI NELL’ARTE FRA REALTA’ E LEGGENDA


intervento di Lucia Bruni e Federico NapoliFestival del Giallo (Biblioteca San Giorgio, Pistoia, 28 gennaio 2011)

Giorgio Vasari, di cui quest’anno ricorre il quinto centenario della nascita, ne Le Vite - il primo e più famoso libro di critica d’arte - illustrando i vari artisti di cui si occupa, spesso tocca argomenti che con il mondo del giallo hanno molto con cui spartire. Infatti, il mondo dell’arte è pieno di incognite e problemi non risolti: la misteriosa improvvisa scomparsa di tutti i pittori giotteschi di Rimini dopo il 1348 o la sospetta morte di Masaccio: Egli avrebbe fatto ancora molto maggior frutto nell’arte, se la morte, che di 26 anni ce lo rapì, non ce lo avesse tolto così per tempo. Ma, o fusse l’invidia o fusse pure che le cose buone comunemente non durano molto, e’ si morì nel bel del fiorire, et andossene sì di subito, che e’ non mancò chi dubitasse in lui di veleno, assai più che d’altro accidente (Vasari, Le Vite).
Storie che si intrecciano per altro con quella di Pistoia, dalla ipotizzata testa del re di Majorca al furto sacrilego di Gianni Fucci. Ma in Vasari nitida appare la storia della fine di Rosso Fiorentino, insoddisfatto pittore del Cinquecento: Per che deliberatosi di uccidersi da se stesso, prese questo partito: un giorno che il re si trovava a Fontanableò mandò un contadino a Parigi per certo velenosissimo liquore, mostrando voler servirsene per fare colori o vernici; ma poco a presso, presolo, si uccise avendo egli, che sanissimo era, bevuto, perché gli togliesse, come in poche ore fece, la vita (Vasari, Le Vite).
Dunque, un suicidio determinato dall’incomprensione del mondo attorno all’artista. Ma quanto possa essere difficile vivere tra gli altri e quanto spesso il delitto si nasconda attorno a noi in modo subdolo, è ancora indicato proprio da Giorgio Vasari nella Vita dedicata al pittore Andrea del Castagno: collega di Domenico Veneziano, ma di questi invidioso, per la simpatia, per il carattere aperto, per la preferenza accordatagli presso il pubblico femminile, lo uccide una notte in un vicolo di Firenze per poi piangerlo pubblicamente.
Ma quanto sia biasimevole in una persona eccellente il vizio dell’invidia, che in nessuno doverebbe ritrovarsi, e quanto scellerata et orribil cosa il cercare sotto spezie d’una simulata amicizia, spegnerne in altri, non solamente la fama e la gloria, ma la vita stessa, non credo io certamente che ben sia possibile esprimersi con parole, vincendo la scelleratezza del fatto ogni virtù …. Visse Andrea onoratamente, e perché spendeva assai e particolarmente in vestire et in stare onorevolmente in casa, lasciò poche facultà quando d’anni 71 passò ad altra vita. Ma perché si riseppe, poco dopo la morte sua, l’impietà adoperata verso Domenico che tanto l’amava, fu con odiose essequie sepolto in Santa Maria Nuova.
Notizia dettagliata trasmessaci da Vasari, così giunta a lui e che gli permette anche di esprimere una morale, ma non corrispondente al vero, in quanto Domenico Veneziano muore certamente alcuni anni dopo Andrea del Castagno. E dunque, dopo un dettagliato omicidio del Quattrocento, troviamo una nuova ricostruzione dei fatti. Stesse incertezze, per altro, legate alla fine di Caravaggio: A lì 18 luglio 1609 nell’Ospitale di Santa Maria Ausiliatrice morse Michelangelo Marisi da Caravaggio, dipintore, per malattia: oppure raggiunto dagli emissari della famiglia Tomassoni offesa in un duello mortale, o dai Cavalieri di Malta traditi dall’artista, o ancora pugnalato a morte dal capitano della nave che lo trasportava per solo scopo di furto?
Tutti fatti che intrecciano l’arte con il delitto, e comunque con l’enigma: lo stesso che ci racconta Balzac ne Il capolavoro sconosciuto dove il giovanissimo Poussin, è l’incredulo testimone di un ipotetico “capolavoro”, La belle Noiseuse, eseguito durante dieci anni di vita dal maestro Frenhofer. Questi è convinto di aver eseguito un’opera sublime perché dipinta nel suo quotidiano divenire (l’aggiunta di pennellate l’aveva invece resa incomprensibile), e sarà la candida affermazione di Poussin: “Io qui non vedo che un ammasso confuso di colori delimitati da una quantità di linee bizzarre che formano una muraglia di pittura”, a far prendere coscienza al vecchio maestro e a farlo morire di crepacuore. Un crimine? Sì, quello del grande scrittore nei confronti dell’arte figurativa (straordinaria intuizione e predizione), che di lì a trent’anni, avrebbe lasciato il ruolo di comunicazione tradizionale per assumersi quello di egocentrica manifestazione dell’io.

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