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giovedì 11 ottobre 2007

Intervista a Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini

INTERVISTA A LORIANO MACCHIAVELLI E FRANCESCO GUCCINI IN OCCASIONE DELLA PREMIAZIONE DEL LORO LIBRO “TANGO E GLI ALTRI” AL FESTIVAL SERRAVALLE NOIR

30/6/2007


“Tango e gli altri”, la vostra ultima fatica letteraria, è anche la quarta collaborazione. Come e quando è nato il vostro sodalizio letterario?

M: E’ iniziata dieci anni fa. Ci eravamo incontrati alla presentazione del mio libro “Coscienza sporca” e Guccini mi parlò di un fatto di sangue accaduto tanti anni prima a Pavana, il suo paese. Si trattava della morte misteriosa di un pievano. Ci sentì Franchini, editor della Mondatori, che buttò là l’idea che lo scrivessimo insieme. Da quella collaborazione nacque nel ’97 il primo libro insieme, “Macaronì”.

Avete un sistema per spartirvi gli oneri della documentazione storica e l’operazione di scrittura del testo oppure lo stabilite di volta in volta?

G: Elaboriamo insieme la struttura del romanzo e il finale, poi ci dividiamo i capitoli. Dopo l’ultima stesura ci rivediamo per il “montaggio” delle varie parti e per una rilettura generale in modo da dare unitarietà al romanzo. Quest’ultimo lavoro ci richiede molto tempo.

Il protagonista-inquirente, il maresciallo Santovito, è un personaggio reale, una creatura letteraria o entrambe le cose?

M: Nel primo romanzo, Macaronì, ci doveva essere necessariamente un maresciallo dei Carabinieri. Alla fine della storia ci siamo accorti che era diventato un nostro personaggio. E’ una creatura letteraria, ma per descriverlo ho intervistato vecchi marescialli di paese. Volevo sapere come erano le divise negli anni 40, come vivevano, cosa mangiavano. La loro testimonianza è stata preziosa.

Le descrizioni dei luoghi sono estremamente precise e circostanziate. Ho letto che il paese dove l’avete ambientato è il frutto dell’unione delle caratteristiche di due paesi reali? Perché questa scelta?

M: Volevamo descrivere i nostri paesi, Pavana e Vergato, seguendo il punto di vista di ognuno di noi. Sì, il paese descritto è immaginario ma ricavato da una mescolanza della sua Pavana e dalla mia Vergato.

Quanta parte di storia c’è nelle vicende raccontate nel romanzo?

M: Le vicende raccontate e i personaggi sono tutti immaginari, la storia con la S maiuscola della guerra partigiana è sullo sfondo.

Da che cosa è scaturita la scelta di affrontare un periodo storico così tormentato come quello della resistenza? Come vi siete posti, letterariamente parlando, di fronte al lato oscuro della resistenza in un’epoca in cui si oscilla fra il revisionismo e il giustificazionismo storico?

G: Abbiamo deciso di provare a dire qualcosa di nostro su questo periodo tormentato della storia italiana che fosse coerente con le idee di entrambi. E’ giusto vedere quei fatti con una coscienza critica, ma senza dimenticare che è stato un fenomeno importante, perché l’Italia attuale è nata dalla Resistenza, non dimentichiamocelo.

M: Volevamo fare qualcosa di diverso: raccontare una storia della resistenza con tutti i suoi drammi e i suoi momenti oscuri attraverso la trama di un romanzo giallo che di per sé avvince. Sia io che Guccini eravamo bambini a quel tempo ma lo ricordiamo benissimo, ne abbiamo respirato l’aria.

Pensate di continuare a raccontare le storie ambientate sulla montagna fra l’Emilia e la Toscana sullo sfondo di altri eventi storici?

M: E’ impossibile, perché il maresciallo Santovito o è morto o è troppo vecchio. Dobbiamo pensare a qualche altra cosa.

Quindi avete qualche progetto di collaborazione per il futuro?

M: Sì, ma è ancora troppo embrionale per parlarne. A breve uscirà un mio libro giallo, di cui non posso anticipare niente.

Fra gli impegni futuri di Guccini prevalgono quelli letterari o quelli musicali? Posso avere qualche anticipazione?

G: Devo finire la tourné dei concerti e poi in autunno ricomincio a scrivere.

Un aspetto dell’attività non molto conosciuto dal pubblico dei concerti e dei lettori è quello dell’appassionato di fumetti in generale. Anzi so che ne ha scritti alcuni negli anni ’60. Su questo versante ha progetti?

No, non ho nessun progetto, anche perché il mondo del fumetto sta vivendo una crisi, sono passati gli anni 70 e 80, l’età d’ora della produzione dei fumetti. Allora ho fatto delle sceneggiature ai fumetti di Bonvi.

Susanna Daniele

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