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giovedì 2 ottobre 2008

Un nuovo giallista italiano: Maurizio Di Giovanni e il suo commissario Ricciardi

Maurizio Di Giovanni, Il senso del dolore - L’inverno del commissario Ricciardi, Fandango, 2007
E’ il primo di una quadrilogia che lo scrittore napoletano dedica alla sua creatura di carta, il commissario Ricciardi. La vicenda narrata ne "Il senso del dolore" si svolge in inverno, l’inverno stagionale e l’inverno della dittatura che rimane sulla sfondo ma si fa ugualmente sentire attraverso alcuni personaggi secondari come il vicequestore.
Siamo nel 1931 in una Napoli quasi spettrale, fredda e battuta dal vento, descritta con un’atmosfera. Una Napoli miserabile, disperata, cupa e senza speranza. Non viene descritta una città mediterranea ma una città "noir".
C’è un assassinio cruento nel tempio della lirica partenopea, il regio teatro S. Carlo. Si tratta di un’indagine classica in cui l’enigma è risolto a tempo di record. La trama poliziesca è ben costruita ma quel che più caratterizza il primo romanzo delle serie è proprio la figura del commissario un trentenne di nobili origini e di notevoli disponibilità economiche, un signore, quindi, che sceglie di lavorare in polizia per dare un senso al dolore che sente inflitto alle vittime. E’ un personaggio del tutto atipico nel panorama delle figure dell’investigatore "classico" per una sua caratteristica che è bene non svelare. L’umana pietas lo pervade anche nella ricerca del colpevole perché, sembra dire l’autore, anche gli assassini sono delle vittime. Tutte le azioni umane si riconducono "alla fame, all’amore, all’odio, al dolore". E anche l’amore non riscatta ma è fonte di perdizione.
Più che la ricostruzione storica del periodo sembra che interessi all’autore l’indagine psicologica dei personaggi e del motivo delle loro azioni. Forse una minore insistenza sul "senso del dolore" che il commissario sembra provare in ogni istante della sua vita ne farebbe un personaggio con più sfaccettature e quindi più "umano".

Susanna Daniele

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