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mercoledì 9 novembre 2011

Cento anni per cento delitti

Ricevo dall'ufficio stampa della Sellerio e volentieri pubblico


sabato 12 novembre 2011, ore 17
Triennale di Milano, Saletta Lab
viale Alemagna 6, Milano


Cento anni per cento delitti
Giorgio Scerbanenco e Milano, 1911-2011

Ne discutono:
Natalia Aspesi
Gianni Canova
Piero Colaprico
Luca Crovi
Adolfo Francia
Ermanno Paccagnini
Roberto Pirani
Coordina:
Oliviero Ponte di Pino


Giorgio Scerbanenco
Nebbia sul Naviglio e altri racconti gialli e neri
Sellerio editore Palermo
A cura di Roberto Pirani


Le tappe del lungo percorso «noir» di Scerbanenco in venti racconti gialli e neri pubblicati su giornali e riviste tra il 1936 e il 1948 e mai apparsi in volume.
Piccoli capolavori sconosciuti che svelano aspetti sorprendenti dell’autore, definito da Oreste del Buono una «autentica macchina per scrivere».
Venti racconti scritti per giornali e riviste tra il 1936 e il 1948, raccolti in «tre tempi» della carriera dello scrittore – spiega il curatore del volume Roberto Pirani cui si deve il loro ritrovamento –
che documentano per la prima volta le tappe del lungo percorso «noir» di Scerbanenco, di quel «noir» da molti ancora legato esclusivamente alle opere degli anni Sessanta.
I testi del 1936-37, in puro stile hardboiled, sembrano soggetti di un film di Scorsese o Abel Ferrara o Tarantino: fulminanti gangster stories di un mondo spietato dove l’unico barlume risulta essere una certa lealtà primordiale.
Negli anni 1942-43 si collocano racconti d’ossessione e di crudo sarcasmo nell’invisibile ma sensibile presenza della guerra mondiale.
Nel terzo momento – 1946-48 – infine, si dispiega liberamente e ad ampio raggio il gusto nero del narratore:
dall’incubo apocalittico all’apologo sulla violenza, dalle bizzarrie letali di magia nera alle cronache della periferia milanese del dopoguerra; figurine piegate sotto il plumbeo grigiore di una pioggia insistente
pare che si allontanino, davanti agli occhi del lettore, verso il loro destino. Piccoli capolavori sconosciuti che svelano aspetti sorprendenti di Scerbanenco, definito da Oreste del Buono una «autentica macchina per scrivere».


Giorgio Scerbanenco
Lo scandalo dell'osservatorio astronomico

Sellerio editore Palermo
A cura di Cecilia Scerbanenco


Il manoscritto ritrovato, il «sesto Jelling», pubblicato oggi per la prima volta. In una ambientazione del tutto originale, un osservatorio astronomico,
Arthur Jelling indaga tra asteroidi e pianeti, psichiatri e scienziati. E con il consueto rigore e la solita capacità riflessiva riesce a sciogliere il groviglio di simboli e significati riposti nel delirio di un pazzo.
Arthur Jelling è un investigatore abbastanza speciale. Anzitutto, non si sente un poliziotto: il suo ruolo nella polizia di Boston è soltanto quello di archivista; lui stesso si definisce un consulente di giustizia.
In secondo luogo, le sue inchieste virano volentieri verso scelte umane impreviste, quasi mirasse, lui che, timidissimo, preferirebbe sempre la pace a ogni vittoria, a risanare il disordine del delitto oltre che trovare semplicemente il colpevole.
La sua azione sembra una terapia più che un’indagine. Lo inviano all’osservatorio astronomico di Candan perché lì la situazione è davvero aggrovigliata.
L’équipe di ricercatori ha appena individuato un pianetino, scoperta che coronerebbe la carriera prestigiosa del direttore Federico Travel, il quale vorrebbe chiamare il corpo celeste «Veronica 1983», con il nome dell’assistente che si è prodigata.
Lei viene avvertita della scelta generosa dal suo fidanzato, Tomaso Sharp che lavora nello stesso istituto.
Dall’accademia giunge però la notizia di un errore di calcolo. Il pianetino è solo un vecchio asteroide da tempo conosciuto. E tutto precipita.
Veronica Fanee è vittima di un tentativo concitato di strangolamento, il professor Travel resta colpito da un grave malore.
Autore del tentato omicidio è riconosciuto un giovane da poco assunto come segretario: si chiama Fronder Hass e di lui si viene a sapere che soffre di disturbi mentali ed è già stato protagonista di un tentativo di strangolamento in tutto e per tutto uguale. Sembra lui il colpevole da assicurare alla giustizia. Ma Jelling avverte troppe stranezze e capisce che stavolta non si tratterà di seguire piste e di sorvegliare sospetti: il problema è di sciogliere il groviglio di simboli e significati riposti nel delirio di un pazzo, e per scoprire, non un tentato omicida, ma il regista di una messa in scena.
Giorgio Scerbanenco è autore di due serie poliziesche con le quali ha indirizzato la storia del «giallo» in Italia. La serie di Duca Lamberti, «la Milano nera», con cui nasce il noir italiano.
E la serie di Arthur Jelling, che ripercorre nel modo più originale, con quel misto di realismo fiaba e pietà che è la fascinazione di Scerbanenco, la via del giallo investigativo. Di Arthur Jelling erano noti finora cinque romanzi. Lo scandalo dell’osservatorio astronomico è il «sesto Jelling», recentemente ritrovato e pubblicato oggi per la prima volta.

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