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mercoledì 24 dicembre 2014

Buon Natale e Sereno 2015 a tutti i soci e collaboratori da parte di GialloPistoia


La “strenna natalizia”, il regalo di buon augurio, è il brano conclusivo del classico e magico racconto di Charles Dickens "Canto di natale". In fondo tutti possiamo riconoscerci in Ebenezer Scrooge. Ma lasciamo la parola all'autore inglese.



"Scrooge fu anche più largo della sua parola. Fece quanto aveva detto, e infinitamente di più; e in quanto a Tiny Tim, che non morì niente affatto, gli fu come un secondo padre. Divenne così buon in in un tempo nella buona vecchia città, o in qualunque altra vecchia città, o paesello, o borgata nel buon mondo di una volta. Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente. Poiché ciechi avevano da essere, meglio valeva che stringessero gli occhi in una smorfia di ilarità, anzi che essere attaccati da qualche male meno attraente. Anch'egli, in fondo al cuore, rideva: e gli bastava questo, e non chiedeva altro". (Canto di Natale, Charles Dickens)

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