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venerdì 9 luglio 2010

EROTIC HORROR


Ricevo da Carlo Bordoni di Micromegas

Sedici anni dopo la prima edizione,
torna EROTIC HORROR, l’antologia curata da Carlo Bordoni per Bompiani



Scrive Daniele Abbiati:

“La differenza fra la propria dottrina e quella di Empedocle è sintetizzata da Freud in due righe di Al di là del prin-cipio del piacere: «quella del filosofo greco è una fantasia cosmica, la no-stra aspira più modestamente a una validità biologica». In gioco sono i principi di Amore e Odio, di Amicizia e Discordia, di Attrazione e Repulsio-ne. Insomma, la vecchia questione di Eros e Thanatos, il canovaccio che, dalla nascita del mondo, non conosce né crisi né cali del desiderio. È il mo-tore della vita, che tanto più sale di giri quanto più gli estremi paiono al-lontanarsi per, invece, toccarsi, allac-ciarsi anzi in un orgasmo assoluto, giungendo all’effimero climax per poi azzerarsi. E ripartire, come una ruota
che gira all’infinito. Quando poi fra i due litiganti-amanti si mette di mezzo il senso di colpa, altra figura ben nota al dottor Sigmund, la vertigine diventa un ottovolante impazzito, straccia i freni inibitori, fa cigolare gli ingranaggi dei corpi e delle menti.
E quale senso di colpa frequenta il motel del sesso estremo, irregolare e in pe-renne flirt con la morte, più del contagio figlio della promiscuità e dell’eccesso? Nell’antologia di racconti Erotic horror (Bompiani, pagg. 276, euro 16, prefazione e cura di Carlo Bordoni, da ieri in libreria) il terribile acronimo compare una volta sola, a pagina 108: «Se non moriva di AIDS, si-curamente sarebbe morta di noia». La signora in questione, consapevolmente ninfomane, ma necrofila a sua insaputa, è al centro di È bello trovare un uo-mo duro, di R. Patrick Gates. Titolo esplicito per contenuti ancor più inequivo-cabili: proprio come la fine, annunciata da uno scarafaggio che spunta pro-prio... da lì, raccapricciante messaggero di disfacimento per l’ennesimo com-pagno occasionale dell’insaziabile Lisa.
Erotic horror, già uscito una quindicina d’anni fa in piena emergenza mon-diale da Hiv, conserva intatti i requisiti dell’inquietante memento mori, e per-sino li riattizza alla luce delle deviazioni aberranti d’ultima generazione. Le 18 narrazioni proposte sono tratte da tre antologie pubblicate negli Stati Uniti da Simon&Schuster fra l’89 e il ’93, curate da Jeff Gelb, Lonn Friend e Michael Garrett. Tra le firme di spicco ci sono Robert Bloch (1917-1994), l’autore di Psycho, il romanzo datato 1959 da cui Alfred Hitchcock trasse l’omonimo film, capolavoro assoluto in cui la macchina da presa ha il virtuosismo del violino di Paganini nel far vibrare le corde della suspense, e Richard Matheson, classe 1926, altro libero docente in materia di paura fisica e psicologica (basti ricor-dare Duel e Io sono leggenda)…”
Daniele Abbiati, Il Giornale, 1 luglio 2010

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