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martedì 25 ottobre 2011

Una bella novità editoriale


Roberto Costantini, Tu sei il male, Marsilio, 2011

Negli ultimi anni – e mi riferisco soltanto alla narrativa italiana – fra i bestsellers gialli/noir fra i primi classificati troviamo storie poliziesche piacevoli, alcune di buona fattura, ma che, in generale, non si preoccupano di ritrarre la realtà storico -politica dei nostri tempi.
Questo invece lo fa il romanzo di esordio di Roberto Costantini, ingegnere alla prima opera letteraria. “Tu sei il male” è un romanzo poderoso, sia per il numero delle pagine, oltre 600, ma soprattutto per i temi trattati.
Non riferirò parte della trama perché si trova un po’ ovunque ma soprattutto perché, come ha scritto Camilleri nella prefazione a un romanzo di un autore francese, scegliere cosa raccontare al lettore costituisce già un “indirizzo” verso il potenziale lettore.
Si tratta di un romanzo corale dalla trama complessa, in cui l’autore riesce a tessere tanti fili di indagine che si ricomporranno nel finale, disegnando l’ affresco di trent’anni di vita italiana. Tanto per citare alcuni dei temi trattati: il problema dell’immigrazione dall’est europeo con la caduta dei regimi totalitari, la nascita dei primi movimenti xenofobi, i rapporti fra Chiesa e Stato italiano e fra alti funzionari e servizi segreti.
Il secondo elemento, fondamentale in un romanzo di genere, è il mistero inteso sia come caso da risolvere ma anche come scavo nel lato oscuro dell’animo umano.
E’ proprio questo, a mio avviso, il fascino di alcuni personaggi-chiave, in particolare il commissario Balistreri, all’inizio giovane commissario arrogante e scriteriato, ex agente dei servizi segreti, diventato poi fedele servitore dello Stato, e una coraggiosa giornalista d’inchiesta, dall’oscuro passato. L’identificazione del lettore con questi ed altri personaggi, generatori di emozioni, è immediata.
Tutti i personaggi, anche i minori sono tridimensionali, nel senso che hanno un loro spessore umano narrato attraverso dettagli, apparentemente insignificanti. Sono inoltre colti nel loro divenire psicologico e fisico, nelle loro umanissime debolezze e lati oscuri. La squadra è composta da figure di poliziotti molto verosimili, non supereroi che non sbagliano mai, ma esseri umani. Ed è proprio l’umanità ritratta nei suoi molteplici aspetti che affascina il lettore.

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