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sabato 21 gennaio 2012

Articolo pubblicato oggi, 21 gennaio, nell'inserto Cultura commestibile de Il corriere di Firenze

Oscure trame a Pistoia

di Massimiliano Mingioni

Nella geografia del giallo nazionale la Toscana occupa un posto di sicuro rilievo, sia come fucina di autori anche di vasto successo, sia come locus commissi delicti, talvolta iperbolico: la lunga saga del Mostro di Firenze, nel suo cortocircuito fra realtà e fiction, ha fatto epoca. Non è dunque inappropriato che ospiti un importante festival, la cui seconda edizione si terrà a Pistoia fra il 27 e il 29 gennaio prossimi, presso la Biblioteca San Giorgio e la Forteguerriana, oltre che nello spazio Mèlos: a organizzare provvede il Club Amici del giallo, animato da Giuseppe Previti.
Il giallo, quale che sia il giudizio sul livello discontinuo delle innumerevoli opere (e prima ancora su questa produzione alluvionale), è ormai stabilmente diventato un metagenere, con l’ambizione di raccontare in filigrana la realtà italiana, sempre complicata (“In Italia la via più breve fra due punti è un arabesco”, come annotava Flaiano), e ricca di vere o presunte trame, intrecci, misteri almeno quanto il paese lo è di nevrotici seguaci di qualsivoglia teoria del complotto. Centrata quindi la scelta di imperniare questa edizione del festival sul più tragico dei risvolti socio-politici della storia e del mystery nazionali: “Mafie e terrorismo: storia e storie di una lunga scia di sangue innocente”. Tema scabroso, che sarà affrontato appaiando cronaca e fiction, senza confinarsi alla letteratura ma rivolgendosi anche al cinema e al fumetto.
Fra gli ospiti nomi come Michele Giuttari e Graziano Braschi. Presente anche Cultura commestibile, con Giacomo Aloigi che, oltre presumibilmente a procurarsi qualche ulteriore cadavere con cui alimentare la sua fortunata serie di delitti insoluti, interverrà su “Mafie, terrorismi e trame nere nel cinema e nella fiction italiani”: campo più vasto di quanto non si pensi e non traspaia dal pugno di titoli, nobilissimi ma ormai canonici, proiettati durante il festival. Dietro il “cinema impegnato” istituzionale brulicava infatti, specie negli anni ’70, un magma di produzioni a basso costo certo più votate allo spettacolo che alla presa di posizione, ma talvolta capaci di andare a bersaglio con efficacia (ne “La Polizia accusa il servizio segreto uccide” del 1975 c’è già Gladio).
Appuntamento a Pistoia, dunque: maggiori informazioni su http://giallopistoia.blogspot.com/

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